finestre blu come in grecia

Oggi sono a casa malata, o meglio a casa malata ci sono da quasi una settimana e a momenti mi licenziano ‘che nessuno più ci crede alle mie febbri. Ma tant’è, c’ho le febbri lunghe e dolorose, santa pace. Siccome a me la noia m’ammazza peggio di una mangiata di broccoli affogati al peperoncino e siccome la tv non la guardo, il pc è incandescente e non so decidermi su quale libro iniziare a leggere, per lunghe ore negli angoscianti giorni di malattia mi son dilettata nell’arte del people watching attraverso le pareti. Magia! Inconsapevoli vittime della mia arte sono stati niente popòdimenocché… i miei vicini di casa!

 

I VICINI DI CASA: MILANO VS. CALABRIA

Premessa: io sono nata e cresciuta in un Condominio Blu. Sì, blu come i Puffi. L’unico condominio blu del vibonese, per non dire di tutta Italia. In quel condominio avevo dei vicini che un libro di 1000 pagine non basterebbe a raccontarne di ogni. Ai miei vicini di casa del Condominio Blu io voglio un sacco di bene perché mi hanno rimpinzata di caramelle Rossana, perché hanno preso in giro la mia r moscia fino a farla quasi quasi sparire, perché da piccoli giocavamo a chi moriva prima mangiato dallo squalo, a chi picchiava più forte il gorilla bianco di peluche, a chi vivisezionava più lucertole; perché hanno salvato moltimila Supersantos misteriosamente inghiottiti dai balconi del primo piano o dalle selve oscure cresciute in un solo mese d’estate dietro le mura di cinta intorno al cortile, perché ci scambiavamo i poster di Alanis Morissette con quelli di Michael Jackson etcetera etcetera etcetera. I miei vicini del Condominio Blu sono stati una gran bella famiglia allargata per me.

Ora invece vivo a Milano in un condominio molto fascista, in tutti i sensi: grigio, vecchio, triste, nell’ascensore ci entriamo appena io, Jack e la busta della spesa. E vivo pure nel quartiere degli over 60. Ebbene a Milano pare che gli over sessanta vivano tutti in zona Niguarda. Le ragioni mi pare pure banale spiegarle, ma se non conosci la mappa di Milano non puoi certo sapere che lazona Niguarda equivale a Ospedale + Cimitero Monumentale. Prima o poi tutti passeremo da lì.

I miei vicini milanesi al contrario di quelli del Condominio Blu in Calabria, se la tirano assai. La metà non vuole parlare italiano, ma lo capisce e parla benissimo; l’altra metà lo parla ma preferisce tacere perché è vietato rivolgere la parola agli sconosciuti. Solo l’1% di quelli che parla italiano parla con gli altri inquilini e costoro sono gli allegri personaggi del Condominio Fascista che mi porterò dietro, se e quando un giorno me ne andrò da questa città.

Il musicista Sessantottino

vicini di casa musicistiL’inquilino del piano di sopra, che poi è anche il Signor Portiere, ama il giardinaggio e la musica: puntuale alle 17 attacca ad ascoltare Mozart. Predilige il Dies Irae al Requiem Lacrimoso. Un peccato perché invece a me piace proprio il Lacrimoso. Jack invece lo stima. A lui piace il Dies Irae. Gli piace così tanto che a volte riavvia il disco e rallegra i pomeriggi di noi tutti con cotanta gioia di vivere. Fortuna vuole che qui siano tutti sordi per via dell’età, altrimenti sai che denunce si sarebbe beccato. Alle 18 il Signor Portiere stacca Mozart e sempre restando in tema di musica si dedica al suo hobby prediletto: la devastazione della canzone d’autore. Ora, io mi domando: possibile che nessuno, ma proprio NESSUNO gli abbia mai detto che è stonato assai e che al contrario delle sue convinzioni, lui NON è Jimi Hendrix? No, pare di no. Il Signor Portiere possiede tra l’altro una chitarra elettrica amplificata. Ordunque attacca la chitarra, inizia a suonare a ripetizione il giro di Do e ci canta sopra tutto il sacrosanto Canzoniere senza mai, dico MAI, beccare la nota giusta. Io sorda – ahime! – non sono.

La signora moglie dell’Alpino

vicini di casa alpiniLa mia vicina preferita. Ha pochi anni più di me, circa 50, ma mi piace taaanto chiacchierare con lei. A volte parla una lingua che non capisco, dev’essere veneto o dialetto lombardo, ma io sorrido e annuisco e lei è contenta. Il signor Alpino suo marito invece mi odia, ci odia. Perché non siamo sposati suppongo. Ogni volta che la moglie ci rivolge la parola lui la richiama manco fossimo Satanisti ma… cose da pazzi, non so mica come si chiama la signora moglie! Lei invece ha imparato a dire la parola “fidanzato” senza arrossire. Che tenerella. La signora moglie dell’Alpino è la mia preferita perché lo scorso Natale ci ha regalato un Panettone e quando le hanno lasciato un gatto in custodia per qualche giorno mi ha subito invitata a casa sua. La signora moglie dell’Alpino insomma ha capito come conquistarmi: dolcetti e gatti, ed io son felice 🙂

Tossina

morire-di-tosseSi può morire di tosse? La tosse è una malattia cronica? La tosse è una malattia congenita od ereditaria? Se sì esistono cure contro la tosse acuta? Ed infine, la tosse può essere trasmessa anche attraverso le pareti domestiche? Per queste ed altre domande sulla morte per tosse potete rivolgervi al nostro dirimpettaio ovvero il Signor Tossina, il vicino preferito di Jack, ‘che qui tutti hanno un vicino del cuore. Tossina incarna l’esatto stereotipo del vicino di casa milanese: rompe le palle sempre, per qualsiasi ragione, rompe le palle anche se ti sente respirare attraverso le pareti di casa, rompe le palle la mattina alle 8 quando si sveglia, e tossisce. Rompe anche quando guarda la tv, perché è sordo e il roboare della sua tosse copre il volume della tele. E quindi alza il volume e tossisce sempre più forte. Tossina è il vicino ideale: si fa sentire, si fa vedere, ti rimprovera e ti cazzia con amore. Sì con amore perché da bravo vicino milanese Tossina il giorno successivo allo sbottamento ti saluta quando vi incontrate sul pianerottolo, tranquillo e placido come una melanzana appena colta. Come nulla fosse mai accaduto. E tossisce. E tu altro non puoi fare che rispondere con cortesia ed augurargli ogni giorno la morte per tosse.

Salva