sicilia on the road

Sicilia bedda on the road: cosa vedere oltre ai campi di fieno

Se c’è una cosa che amo immensamente fare è la turista in casa mia.

Per molti – ma non tutti – viaggiare non vuol dire per forza di cose prendere l’aereo verso destinazioni esotiche. Non vuol dire spendere un capitale soltanto per scattare la fotografia del secolo svaccati su una spiaggia del Pacifico. Viaggiare – non per tutti ma per molti – significa uscire di casa con la predisposizione mentale alla scoperta e alla novità. A me piace intendere il viaggio così, che sia dietro l’angolo di casa o dall’altra parte del pianeta.

Detto questo, ormai un’estate fa, Jack ed io abbiamo finalmente realizzato la traversata dello Stretto di Messina imbarcandoci in un viaggio on the road in Sicilia. Non si era mai visto, infatti, che Jack non tornasse nella sua terra dal lontano 2008!

Così, nel cuore del caldo agostano, siamo partiti alla volta della Sicilia del Sud, che è un posto bello come ogni centimetro quadrato della Sicilia, probabilmente la regione più bella e poetica d’Italia, ‘che solo lei meriterebbe mesi di esplorazioni.

Questi dunque gli antefatti a quella che è – tra le altre cose – anche una piccola guida di sopravvivenza per uscire vivi dai campi di fieno e vedere cose in giro per la Sicilia meridionale. Un fatto ignoto a molti, infatti, è che il film Le colline hanno gli occhi sia stato girato proprio qui, lungo la strada provinciale che da Catania porta a Caltanissetta, ma pochi lo sanno perché pochi sono sopravvissuti, per poterlo poi raccontare.

le colline hanno gli occhi

Che ve ne fate voi altri delle high roads degli USA quando potete percorrere chilometri e chilometri di provinciale siciliana sotto al sole cocente, immersi nel giallo paglierino degli sterminati campi di fieno – o di grano, che ne so!  e farvi ammazzare lì, nel nulla cosmico, dal primo tizio di passaggio, sfigurato dagli esperimenti nucleari?

Ve ne fate che, tra una balla di fieno e l’altra, scoprirete necropoli a cielo aperto e castelli degni di un Greyjoy. Il tutto, ovviamente e completamente, abbandonato a se stesso. Fatevi coraggio, miei prodi, ‘che la Sicilia è terra di avventure selvagge e memorabili!

4 giorni e 3 notti: mini tour della Sicilia Meridionale

Voi non sarete stolti come noi e partirete giovedì a mezzogiorno perché è risaputo che il giorno migliore per partire è quello in cui si ipotizza un gran casino. I giorni di gran casino sono il sabato, la domenica e il lunedì. La gente non parte in quei giorni lì. Noi sì. Noi siamo partiti di lunedì mattina presto, ignari di un fenomeno a noi molto lontano: i pendolari che ogni mattina sbarcano da Villa San Giovanni a Messina per motivi di studio, lavoro o semplicemente per mangiare l’arancina sul traghetto.

Voi, insomma, non siate stolti e partite di giovedì, nel cuore della settimana e all’ora X: per strada ci sarete soltanto voi, questa è certezza matematica. Tutti gli altri scemi come noi saranno già giunti a destinazione o si staranno preparando alla diaspora del fine settimana.

Tra le altre cose, l’arancina sul traghetto fa un po’ schifo. Una volta era assai buona, la più buona in assoluto. Oggi no. Oggi la fanno con il wurstel invece della carne tritata. Insomma, risparmiatevi gli intestini per qualcos’altro perché tanto una volta sbarcati in Sicilia morirete comunque di cirrosi o gastrite, nel nome di Santa Madonna dell’Olio e del fritto.

Agrigento e la Valle dei Templi

Un posto magico che ho sempre voluto vistare è la Valle dei Templi a ore dieci da Agrigento. Complice gli studi classici che mi porto appresso, ho una grande passione per l’architettura classica e so distinguere una colonna dorica da una corinzia. Che me ne farò mai nella vita di questa competenza io non lo so, fatto sta che passeggiando per la valle è inevitabile che certe reminiscenze scolastiche tornino a galla, improvvisandovi guide turistiche.

La Valle dei Templi è meravigliosa. Forse il sito archeologico potrebbe essere tenuto ancora meglio, ma a me sembra splendida così. Soprattutto al tramonto: quando le luci della notte calano sulle rovine, nasce un’emozione nuova, che non conoscevo.

valle dei templi agrigento notte

Il senso del tempo e dello spazio si dilatano, per pochi minuti è stato come un viaggio a ritroso a velocità rallentata. Quanta meraviglia riposa sulla terra rossa? Quanti altri piedi hanno percorso quella strada in salita, quanti altri occhi sono rimasti incantati di fronte ai raggi del sole che, al tramonto, giocano tra le colonne?

Incredibile: è incredibile quanta bellezza ci circondi e quanta bellezza riesca a resistere al tempo, nonostante le bruttezze che tentano in tutti i modi di sopraffarci.

Realmonte e l’abbagliante Scala dei Turchi

mare scala dei turchi

Complice Instagram ho scoperto l’esistenza di questo luogo pieno di luce, un posto meraviglioso ma davvero infido per i fotografi. Provate voi a fare una fotografia che non venga bruciata, con il sole di mezzogiorno e il bianco sfavillante della marna bianca.

Più che il paesaggio lunare, ciò che mi ha affascinata di questo luogo è stata la storia ed è per la sua storia di pirati, sciabole e sangue, racchiusa in un nome, che ho tanto voluto visitare la Scala dei Turchi. Pentendomene. Amaramente.

Ci sono dei luoghi, infatti, che è meglio conservare nell’immaginario perché la realtà non corrisponde affatto all’aspettativa.

Orde di turisti coprono ogni centimetro quadrato di spiaggia, quel poco che c’è, e falesia. Se non è un immondezzaio lo dobbiamo soltanto ai volontari che cercano in ogni modo di educare i turisti indisciplinati, italiani ovviamente.

Insomma, per ammirare i contrasti cromatici in santa pace è fondamentale inerpicarsi su per la falesia ma mai, dico mai avventurarsi in questa impresa con infradito, comuni scarpe da ginnastica o peggio, i piedi nudi: scivolerete, oh sì se scivolerete, e nella vostra inesorabile rotolata verso il mare trascinerete con voi chiunque avrà la sventura di trovarsi lungo la vostra scia. ERGO siate saggi: scarpe da trekking serie e passa la paura!

Caltagirone

Quanti gradini conta la scala di Caltagirone io non lo so ma so per certo che noi abbiamo avuto una culata: ci siamo arrivati dall’alto e percorrerla scendendo state pur certi che è tutta un’altra storia!

scalinata caltagirone

Come fare: parcheggiare l’auto in basso, praticamente all’inizio del paesello. Noi l’abbiamo mollata lì nel parcheggio gratuito di una scuola, con la benedizione di Agosto e delle scuole chiuse. Ora, la geografia non è cosa mia, ma possiamo farcela.

Ipotizziamo di lasciarci alle spalle lo scenario della campagna sicula e di avere di fronte il paesello abbarbicato sulla roccia. L’auto è parcheggiata alle nostre spalle, si può percorrere qualsiasi viuzza per raggiungere il centro storico. Voi andate a sinistra, arrampicatevi tra vicoli e casette, ogni tanto rifiatate finché il panorama non vi offrirà una vista sulla cupola della Cattedrale di San Giuliano, degna di Assasin’s Creed. Tutto qui, ricorda Damasco e il mondo arabo.

Continuate la scalata, non è finita. A un certo punto arriverete in questa viuzza in cui iniziano a vedersi le prime botteghe artigiane. Rifiatate di nuovo, vale la pena curiosare tra le ceramiche di Caltagirone e farsi raccontare dagli artigiani la storia di Mata e Grifone. Costano l’ira degli dei ma sono pur sempre assai scenografiche, degne della casa in puro stile barocco che un giorno avrò.

A questo punto, cammina cammina, vedrete sbucare all’orizzonte una cupola. La scalinita sarà proprio lì ad attendervi, impervia come la discesa dello slalom gigante sulle piste da sci di Lorica. La vista da lassù è impareggiabile e la fatica è 100 volte meno che percorrerla in senso opposto. Parola di ex fumatrice!

Cose che non potete perdervi a Caltagirone: la granita al pistacchio con la panna. A me il pistacchio non piace granché ma parola di Jack, è cosa unica al mondo.

Gela, lì dove il mare è freddo ma puoi camminarci dentro fino a raggiungere l’Africa

Di Gela ricorderò una cosa soltanto, anzi tre:

  1. Pane e panelle.
  2. La pizzetta con la salsa di pomodoro.
  3. Il mare in cui puoi camminare e si tocca fino all’orizzonte.

Pane e panelle dovrebbe essere letto piatto patrimonio dell’umanità e non mi capacito di come sia possibile che l’arancina abbia riscosso nel mondo più successo della panella. La panella non è altro che farina di ceci fritta e ammetto che l’arancina è un fritto decisamente più complesso eppure, eppure, il sapore della panella è una roba unica.

Io non avevo mai assaggiato altro che una banale farinata ma le panelle sbattute in mezzo al panino, insieme alle crocchette di patate, un filo d’olio – come se non bastasse – e una spruzzatina di pepe nero, sono imperdibili per quelli che vogliono conoscere la cucina sicialiana. Lo so, lo so, ci sarebbe ben altro da mangiare. Lo street food però, racconta davvero tanto dei luoghi che visitiamo e a me piace mangiucchiare camminando.

A Gela, un po’ tutti i panifici ve le schiaffano in faccia alle ore 12 del mattino, previa prenotazione. Noi, temerari, non abbiamo prenotato e ci siamo intrufolati in una botteguccia microscopica, lungo il corso della città. Qui vendono anche la pizzetta fatta come la faceva la nonna di Jack: con la salsa di pomodoro oppure con patate e cipolla che vabbè… ciao, addio, au revoir! Guardando la villa comunale, si trova sulla destra!

Voi, sappiate che il mare di Gela è diverso dagli altri: è talmente basso fino all’orizzonte, da poter tranquillamente mangiare pane, panelle siciliane e pizzette, completamente immersi fino alle ginocchia. La congestione, in Sicilia, così come il concetto di aspettare tre ore prima di fare il bagno, è un falso mito!

Insomma, ricapitoliamo, cose imperdibili in Sicilia del Sud e dove trovarle:

  1. Pane e panelle fanno i figli belli.
  2. Necropoli abbandonate lungo la provinciale Catania-Caltanissetta.
  3. Castelli diroccati, sempre lungo la provinciale Catania-Caltanissetta.
  4. Mare aperto che neanche in Australia, a largo delle coste di Gela.
  5. Pareti impervie di un bianco abbagliante, in quel di Realmonte.
  6. Tramonti mozzafiato tra le rovine di Girgenti.
  7. La casa di Pirandello, a due passi dalla Valle dei templi di Agrigento.
  8. La granita al pistacchio con la panna, che pare piaccia pure a i #nopistacchio.
  9. Campanili e viuzze in vero stile Assassin’s Creed.
  10. Scalinate e ascese al cielo, per smaltire ogni kcal accumulata durante questo, come ogni altro viaggio a Sud!

Di' la tua!