Ieri nella cassetta della posta ho trovato questa brochure dedicata alla raccolta differenziata della carta a Milano., un pieghevole in carta riciclata dai colori vintage e di stampo berlusconiano. Sì, berlusconiano, perché dopo l’ennesima trovata messa in piedi dal team degli advertisers di Silvio (mi riferisco alla letterina con la quale il tizio promise mari e monti dando del TU all’italiano medio, per farlo fesso meglio…), ecco che “fare comunicazione” in Italia significa dire secondo il topic del momento. Silvio docet.

L’assonanza – mediatica, non sia mai sembri che io voglia insinuare altro! – tra il tizio di cui sopra e quel simpatico ometto che a metà dello scorso secolo mise in piedi la più grande campagna pubblicitaria mai ideata (chi sarà?), è palese.

Ecco, ieri ho trovato questa brochure nella cassetta della posta e come sempre, per deformazione professionale, prima di gettarla nel cestino DELLA CARTA RICICLATA all’ingresso, ho dato un’occhiata al contenuto.

Per quanto gli elementi dell’adv à la Silviò ci siano tutti, Il Comune di Milano questa volta merita una lode.

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Presenti infatti le parole chiave che INEVITABILMENTE inducono ad aprire la brochure e a leggerne fino in fondo il contenuto: premio, denaro, vincere, gioco.

La lode sta nel proposito green di questa comunicazione: con la scusa del premio ti faccio fare la raccolta differenziata BENE per un tot di tempo.

Il concorso, infatti, consiste nel parteciapre, come condominio, alla gara del “chi fa meglio la raccolta differenziata della carta”. Tra tutti i condomini milanesi selezionati dal Comune, 3 saranno estratti (viva la sorte cieca!) e vinceranno un premio, in denaro appunto, se avranno rispettato le regole per la raccolta differenziata della carta.

Ed ecco come ti propino la parte didattica della manfrina (lode, ripeto, lode per l’idea!): come si fa la raccolta differenziata della carta a Milano? E quella dell’umido? Imparate, gente!

Comunicare il verde, il rispetto per l’ambiente, va assai di moda di recente. La politica, a mio avviso un po’ troppo tardi, s’è resa conto degli orrori generati dall’uomo. Ora, con qualche mossa da astuto manager pubblicitario e qualche quintalata di finanziamenti pubblici per il verde urbano, pensa di poter risollevare le sorti di un pianeta inesorabilmente destinato al degrado ambientale.

Lode al Comune per la strategia one-to-one, la grafica dai toni vintage memore di Instagram, le facce sorridenti dei giovini in copertina manco pubblicizzassero ovetti della Kinder. Ma siamo sicuri che tutto questo basterà a salvarci da noi stessi?

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