Archivi: Progetti

reading challenge la sfida dei libri

Reading Challenge

Sono una lettrice avida e sconclusionata: la mia libreria è un’accozzaglia di titoli senza logica. So bene cosa amo leggere e cosa non leggerò mai, so meno bene qual è il mio autore preferito, giacché ne ho amati davvero troppi, e ancora meno qual è il mio editore del cuore, perché ogni volta che un editore indipendente nasce mi innamoro perdutamente di una nuova grafica, una nuova carta riciclata e perfino del lettering. Sono anche una lettrice egoista, perché i libri sono cosa mia e solo quando morirò li darò via. Fino ad allora li voglio tutti intorno a me, ovunque andrò, a farmi da casa, perché nelle loro pagine è racchiusa metà di una vita, quella vissuta soltanto attraverso la scrittura.

Detto ciò, il mio problema principale è una wishlist lunga decine di righe a cui mai, dico mai, porrò fine in quanto non riesco a scorrerla. Ogni volta che entro in una libreria – virtuale o reale – finisco col farmi tentare dallo scaffale, dalle copertine, dalle quarte di copertine, dai titoli, dall’editore. Da tutto. Tutto contribuisce a svuotare le tasche. Compro decine di libri all’anno, ma mai uno che fosse un libro della whishlist! Mica anche voi avete lo stesso problema?

Quest’anno però, essendo un anno bisestile, un anno di mutamenti e sfide personali, voglio mettermi alla prova con una Reading Challenge, e di fianco alle decine di libri che certamente finiranno nella sporta per tentazione, ne voglio leggerne almeno 12 – uno per ogni mese – che rispondano a certi criteri studiati. Libri che non leggerei mai, perché non me lo posso permettere di amare i libri ed essere schizzinosa allo stesso tempo. Libri che vorrei leggere da una vita, ma non sono mai riuscita a trovare il tempo, la voglia, o il luogo giusto. Libri che abbiano un loro perché, insomma.

Per portare a termine la Reading Challenge però c’è bisogno di tutto il vostro aiuto, dei vostri commenti e dei vostri consigli, perché tra i miei ennemila difetti, son pure indecisa sulle cavolate, tipo che pizza ordinare o se lavare i capelli al mattino o alla sera. Dilemmi. Soccorretemi e suggerite titoli gente! Il form dei commenti qui in basso è innocuo, non manda spam e assicura l’anonimato.

Questa è la Reading Challenge 2016, 12 libri in 12 mesi che rispettino queste regole qui:

reading-challenge-2016-12-libri-in-12-mesi

  1. Un libro rosa, poi diventato un film. Lo ammetto: mai letto un libro rosa. Non un Harmony, non necessariamente, ma proprio una storia d’amore fessa, per damigelle dal cuore tenero. E non ho nemmeo idea di cosa cercare! Dite gente, esistono libri rosa leggibili, diventati poi film, guardabili?
  2. Un libro di fantascienza: la Reading Challeng 2016 impone anche sforzi titanici, ad esempio la lettura della fantascienza. Come se non bastasse la lettura di Stephen King, di cui Jack è un super fan, ora voglio proprio farmi del male e leggere storie di robottoni e navicelle spaziali. Che orrore. Mi farò violenza ma me lo devo, perché va bene fallire nella titanica impresa di vedere Star Wars alla veneranda età di 30 anni (sarò davvero l’unica a cui ha provocato sonno e nausea?), ma un libro di fantascienza… quello bisogna riuscire a leggerlo!
  3. Un libro iniziato e mai finito: qui la lista è lunga, perché come il buon Daniel Pennac insegna, un lettore ha pure il diritto di lasciare a metà un libro. Questa regola la seguo alla lettera e infatti tra gli incompiuti che si aggiudicheranno un posto in questa Reading Challenge abbiamo Cavie di Chuck Palahniuk, mai finito perché nauseabondo. Sulla strada di Jack Kerouac, mai finito perché la sua scrittura mi irrita. L’imperatore del male del premio Pulitzer 2010 Siddhartha Mukherjee, mai finito perché è un interessantissimo mattone sulla storia antropologica e medica del cancro. E, tra gli altri, I Promessi Sposi. Io non li ho mai letti per intero, sempre e solo stralci durante gli anni di scuola. Sarà arrivato il momento di vedere un po’ che fine fanno Renzo e Lucia, per davvero?
  4. Un libro scritto da un autore/autrice slavo/a:  un mondo a me ignoto ma che mi affascina per qualche ragione che mi piacerebbe scoprire. Qui invoco Chiara e i suoi saggi consigli.
  5. Una raccolta di poesie contemporanea: poesie ne leggo davvero poche e dei contemporanei ho amato solo Walt Withman. Che poi, possiamo considerarlo contemporaneo? Questa Reading Challenge richiede anche sforzi di menti prolifiche. Un’idea la avrei, ma potrei perdermi e non portare a termine la Reading Challenge. L’idea si chiama Sylvia Plath. Da dove iniziare?
  6. Un libro édito da un editore calabrese: in verità, di libri éditi da editori calabresi ne ho letti parecchi in passato, soprattutto saggistica. Da un po’ di tempo poi, nella whishlist c’è un titolo che occupa le prime file, ed è Anime Nere di Gioacchino Criaco, édito da Rubbettino. Ogni volta che lo vedo, in bella mostra nell’espositore dei libri, all’ingresso dell’edicola nell’aeroporto di Lamezia Terme, quel libro lì mi chiama. E dunque, se non in occasione di questa Reading Challenge, sarà domani, lo leggerò. Intanto però mi piacerebbe conoscere anche altri e a me ignoti editori calabri. Suggerimenti?
  7. Un classico per l’infanzia: un mondo. Un mondo bellissimo e non inesplorato perché l’editoria per l’infanzia, secondo me, è la più bella e quindi, appena posso, ne leggo! Ci sono classici che però non avevo mai letto e di cui ho scoperto l’esistenza solo da adulta grazie al cinema:  La fabbrica di cioccolato Le Cronache di Narnia, ad esempio. Tra questi, i classici per l’infanzia della letteratura inglese, in particolare. Lo humour Brit mi piace. Tutta colpa di Rupert Everet, ovviamente.
  8. Una graphic novel: territorio nuovo per me ‘che ti graphic novel ne ho letta solo una, Striastoria di una leggendaria strega friulana. Io sono quella che per leggere un Dylan Dog impiega anche mesi, quella che ha letto solo i manga di Ai Yazawa, quella che ha visto solo un anime tutto intero fino ad oggi, L’attacco dei Titani. C’è speranza per cotanta mancanza di nerdaggine?
  9. Un libro scritto da un personaggio della tv: c’è stato un tempo in cui ho sperimentato il brivido del ghostwriting, la scrittura di libri che sarebbero dovuti essere firmati da altri. Non dal Papa né da Bruno Vespa, altra gente. E mi chiedevo spesso: ma s’io fossi Bruno Vespa e i miei libri li scrivessi proprio io, cosa avrei da raccontare ai teledipendenti che già non sanno? Da qui la necessità di informarmi e sapere che c’è scritto, per davvero, in quei libri lì, ‘che certa gente si porta sotto l’ombrellone ad agosto e non ho ancora compreso la ragione.
  10. Una biografia: ho alle spalle quasi un decennio di studi accademici sulla scrittura autobiografica e decine di letture appassionanti, complesse, alcune massacranti per la loro pedanteria, altre visionarie e di cui non smetterei mai la rilettura, tutte raccontate in prima persona negli stili narrativi più creativi o innovatori del tempo. Ora vorrei passare al tu e dare inizio al secondo capitolo di questa ricerca iniziata anni fa: chi sono io attraverso le tue parole? AAA: cercasi biografia magistrale raccontata da una voce chiara e squillante.
  11. Un romanzo storico: nel mio bagaglio culturale c’è una enorme lacuna che vá dal 1789 al 2016. Salvo rari sprazzi di luce sulla storia più recente del Medio Oriente, la mia mente non vuole saperne di assorbire informazioni su rivoluzioni bolsceviche e guerre atomiche. Delle guerre combattute senza ideali e pianificate seduti a un tavolino come fosse una piattaforma di Risiko, a me non è mai interessato niente. La storia contemporanea non ha null’altro da insegnare, se non che la legge del più forte prevale sopra ogni cosa, contravvenendo a ogni mio ideale rivoluzionario e democratico. Tuttavia, credo nel potere pervasivo della scrittura e confido che al mondo esistano libri scritti talmente tanto bene da saper raccontare gli anni che ignoro con poesia e verosimiglianza. Perché esistono, nevvero?
  12. Un libro trovato nella libreria di qualcun altro: perché per quanto sia una lettrice materialista e gelosa dei propri libri neanche fossero figli, una Reading Challenge è anche un momento di condivisione e scoperta. A iniziare dalla libreria di qualcuno i cui gusti letterari siano quanto più lontano dai nostri.

*Update 2017: giacché il 2016 è stato un anno funesto, pieno di cambiamenti e sventure, questa sfida contro se stessi è fallita ma io, che vorrei tanto essere un lettore onnivoro, la sfida la proto avanti ab litium. La Reading Challege quindi continua, come progetto editoriale e come sfida personale, nei secoli dei secoli. Amen.

La Calabria che rEsiste

Esiste una Calabria fatta di storie positive, di giovani pieni di speranza e voglia di fare, mani che lavorano, occhi che sognano. Durante le ferie dell’estate 2015 ho conosciuto Chiara Condò, la libraia di Tropea, ed Elle, la giovanissima e appassionata direttrice di un centro di accoglienza per migranti nel vibonese.

Dopo aver parlato con ciascuna di loro per non più di mezz’ora, ho capito che amo la mia terra di un amore sempre più grande e da ciò deriva il fervore con cui la difendo di fronte ai pregiudizi e agli stereotipi.

La mia arte è la scrittura. VirginiaMcFriend è un luogo in cui storie tragicomiche assolutamente personali sanno lasciare spazio a questioni più grandi e importanti, come questa: c’è una Calabria che merita di essere raccontata perché viva, perché esempio di piccole virtù.

C’è una Calabria in cui vivono i miei coetanei che sono rimasti, che hanno trovato il coraggio e l’idea giusta per resistere. A loro va tutta la mia stima, a loro è dedicato questo progetto narrativo, La Calabria che rEsiste.

Per segnalare o raccontare una storia, scrivi a VirginiaMcFriend (scrivi@virginiamcfriend.it)


Abbiamo già raccontato la storia di:

La libreria di Chiara
I ragazzi di Elle
I batteristi di Massimo Russo
La Guarimba di Giulio e Sara