per dieci minuti il programma tv tratto dal libro di chiara gamberale

A un certo punto nella vita, gli anni finiscono con l’avere inzio a settembre, non più a gennaio. Avere trent’anni significa anche questo: che i cicli biologici e quelli naturali si sfasano, l’autunno diventa il momento migliore per sfoltire i rami, approfittare del cambio di stagione per far certe pulizie liberatrici, rielaborare i momenti di luce e silenzio guadagnati durante l’estate, prima del grande buio. Insomma, rigenerasi in ogni modo possibile.

Quando ho scelto di portare tra i libri in valigia Per dieci minuti di Chiara Gamberale (Feltrinelli), l’ho fatto con altissime aspettative. Speravo di trovare in questo libro un’ispirazione, un suggerimento su come affrontare il nuovo anno. Ha funzionato. Quest’anno infatti il rituale della rigenerazione ha cambiato forma e devo proprio a Chiara Gamberale e al suo libro l’esercizio spirituale in cui mi sono andata a cacciare durante le ferie.

 

OGNI GIORNO DIECI MINUTI PER TE: L’ESERCIZIO

Può succedere che, da un giorno all’altro, ci si ritrovi da soli, come accade a Chiara, la protagonista del romanzo. Oppure che ci si ritrovi stanchi e la solitudine diventi una scelta consapevole, per un po’, giusto il tempo di ristabilire un dialogo interiore che le corse della quotidianità sembrano aver zittito.

Ecco, quello è il giorno buono per dedicarsi dieci minuti in cui fare una cosa totalmente nuova, mai fatta, anche bizzarra purché lontana dai propri schemi mentali. A Chiara servirà per capire cosa lasciare andare e cosa conservare, ma soprattutto cosa portare con sé delle verità, le persone e le nuove storie incontrate durante i dieci minuti. E allora perché no? mi son detta a metà agosto. Facciamolo. Facciamo un esercizio spirituale per dieci minuti al giorno, che sarà mai?

per-dieci-minuti

DAY 1: UNA PARTITA A CARTE CON MIA NONNA

E ho iniziato col fare una partita a carte con mia nonna. I dieci minuti sono presto diventati un’ora, ma fa lo stesso. Da calabra anomala, non so giocare a carte. Peggio: ogni estate, riparati all’ombra di un ombrellone da mare con la sabbia che si insinua in ogni pertugio del costume, c’è puntualmente qualcuno che mi insegna a giocare a Briscola. Io apprendo, gioco, vinco pure. Il problema è che già 24 ore dopo ho dimenticato le regole. E la verità, unica e sola verità, è che so giocare esclusivamente a Ruba Mazzetto e ad Asso Pigliatutto. Una sera d’agosto però, mia nonna è riuscita a insegnarmi a giocare a Scopa, definitivamente. La signora Nonna McFriend è una giocatrice abile e appassionata. Di lei conservo una fotografia di quasi trent’anni fa: sta seduta intorno a un tavolo con altre tre donne, la sigaretta le penzola dall’angolo sinistro della bocca, c’è tanto fumo intorno a lei al punto da farle serrare gli occhi per vedere meglio e in mano stringe a mo’ di ventaglio un tris di carte napoletane. Per dieci minuti, giocando a Scopa con mia nonna, mi è sembrato d’esserci pure io seduta intorno a quel tavolo, ed è stato bello, bello e catartico.

DAY 2: CONTARE FINO A 10

Il giorno successivo invece, ho imparato  a contare – quasi – per dieci minuti, ‘che contare fino a 10 non mi è mai bastato per mantenere la calma. E così, per dieci minuti invece di litigare coi miei fratelli ci ho parlato, perché li vedo due volte all’anno che non sono mai sufficienti a raccontarmi cosa sta accadendo nelle loro vite. Mi sono presa dieci minuti al giorno per ascoltarli e ho scoperto cose nuove di loro che forse conoscevo già ma che avevo dimenticato, ed è stato come conoscere una persona nuova ogni giorno, con l’unica differenza che nuova non è perché è lì di fianco a te da vent’anni, più o meno.

DAY 3: PARLARE CON GLI SCONOSCIUTI

Dieci minuti un giorno li ho dedicati a uno sconosciuto incontrato in spiaggia. I dieci minuti sono diventati molti di più, perché quando due terre lontale si incontrano è inevitabile ricadere in quel bellissimo gioco chiamato confronto: Ah sì, da noi si mangia la carne di maiale e da te? Da me il crapetto, la testa del crapetto, bella fresca. Quando due sconosciuti iniziano a parlare si racconteranno di tutto: le origini, il cibo, l’infanzia, i giochi, il lavoro. Due sconosciuti che si incontrano così, in mezzo a una spiaggia, quasi certamente non si incontreranno mai più e la parte più emozionante di questo esercizio sta proprio lì, nel mentre.

DAY 4: CONOSCERE 1 PERSONA NUOVA

Un giorno finalmente, insieme a Jack, sono andata a conoscere di persona Chiara, la libraia di Tropea.

Per dieci minuti ho lasciato che fosse lei ad accogliermi e guidarmi nella sua casa, una libreria nuova, piena di luce, arroccata sul mare di Tropea. Entrando in libreria ho sempre avuto la presunzione di sapere esattamente cosa stessi cercando. Non ho mai chiesto consigli ai librai perché non ne incontro di veri da molto tempo. Poi ho conosciuto Chiara e in quei dieci minuti ho lasciato che una sconosciuta mi sorprendesse. Ho imparato così che a volte non necessariamente chi ci sta di fianco da tutta una vita è chi meglio ci conosce, tutt’altro.

 

I TRAMONTI SONO TUTTI UGUALI?

Ogni giorno, per dieci minuti, mi sono soffermata a guardare il tramonto sul mare dall’inizio alla fine. Non un’occhiata e via, come accadeva negli anni passati, ‘che tanto lo so com’è un tramonto sul mare in Calabria, vuoi che cambi? Cambia, cambia molto.

Eccetera. Perché nel mentre sono trascorse le ore, le ferie sono finite e anche l’esercizio spirituale. Che vi consiglio di fare, perché funziona, perché fa bene, perché da un libro come questo non possono che venire spunti positivi, perché sono sempre di più le verità su noi stessi a noi ignote di quelle note.

 Photocredits @LaEffe TV
  • Guido

    Non sono mai esistiti due tramonti uguali… Possono essere simili, ma non identici e questa dovrebbe essere la migliore giustificazione per goderseli tutti. Articolo interessantissimo 😉

  • Oh, come mi è piaciuto questo libro! E mi ha ricordato tanto un blog che leggevo tempo fa http://www.notthatkindofgirl.net/ mi sa che devo mettermici sul serio pure io!

    • Crispin, assomiglia un po’ al tuo esercizio del venerdì, sai? Infatti t’ho pensata leggendolo.
      Questo blog ha una grafica stupenda, me lo spulcerò tutto al più presto 😀 Grazie!!