Scegli me, scegli me!

Ieri ho conosciuto S., una giovine 21enne milanese, studentessa presso una nota università in città. Studia scienze della comunicazione multimediale, o giù di lì alla Iulm di Milano. Praticamente, con quasi un decennio di differenza e circa 1500 km geografici di distanza tra noi, lei e io siamo state e saremo (?) colleghe.

Com’è tipico delle conoscenze che stanno per nascere, S. mi domanda cosa faccio nella vita e cosa ho fatto nella mia precedente vita. Sì, perché quando arrivi a Milano, dopo un po’, il passato non sembra essere più semplicemente “il passato”, ma proprio un’altra vita. Questa è la città della sterilizzazione del sentimento. Altro che Un romantico a Milano, Baustelle dei miei stivali!

Insomma, S. di Scienze della Comunicazione allo Iulm domanda e io rispondo la solita tiritera:

Ciao, ho 27 anni e da 4 ho conseguito una laurea in Scienze della Comunicazione, a pieni voti e con lode accademica eh. In più sono stata iscritta a un dottorato di ricerca. Ci sono entrata da sola eh, mica per raccomandazione! Poi l’ho lasciato al secondo anno di 3. Sai com’è, ne avevo le tasche piene del baronaggio universitario e ho avuto il coraggio di dire no!“.

“Ed ora?” Domanda S. “Ed ora niente. Cerco lavoro“.

Al che S., appassionata a ciò che le ho raccontato dei miei studi in Scienze della Comunicazione, con altrettanta passione e, nonostante tutto, con sempre profondo interesse e rispetto per la mia passata vita da umanista, mi domanda: “E l’Università? L’Università non ti ha aiutata a trovare un lavoro?? Alla Iulm appena ti laurei l’università ti inserisce in azienda. Tu non devi fare niente! Pensa, io ho anche colleghi che lavorano a Mediaset!”.

Un sorriso isterico con forza prorompente vuole invadermi il viso ma non posso riderle infaccia né tantomeno lasciarmi andare a un moto di isterismo in pieno centro a Milano. Pare male, secondo gli standard milanesi!

Le rispondo educatamente di no, da noi, all’Università della Calabria, non funziona così. La Iulm è decisamente diversa. Pure in meglio, se ci penso un attimo.

Vorrei raccontarle dell’inesistente Sportello Stage e di quella invisibile pagina dedicata ai giovani laureati sul sito dell’UniCal, mai aggiornata, priva di offerte e con alle spalle, per lo meno fino a qualche anno fa, un personale incapace di gestire il proprio lavoro.

Vorrei dirle tante cose a questa piccola S. di Scienze della Comunicazione alla Iulm, ma il tempo a mia disposizione è finito. Ci salutiamo. Lei torna alla sua vita milanese, fatta di tranquillità e agi. Io alla mia consapevolezza che del mio passato da umanista non cambierei niente, tranne una cosa.

Indovinate voi cos’è…

Keep Calm and don't be CHOOSY
Keep Calm and don’t be CHOOSY

Buona fortuna laureati UniCal!

  • Non so se può consolarti, ma La Sapienza è messa come l’Università della Calabria…

    • Nì :/ Sarebbe meglio se fossimo messi tutti come la IULM no? A patto però di non dover lavorare MAI per il Silvio nazionale!

      • Beh, si, sarebbe meglio! E sono d’accordo sul patto…

  • Com’è che io non mi ricordavo che tu avessi un blog, da quasi un anno fra l’altro… e com’è che non lo leggo, tipo, TUTTI i giorni?
    A domani *_*

  • Sei molto generosa a definire lo Iulm un’università. Io trovo vergognoso che essa lo sai e non – per es. – l’Accademia di Brera.
    Non vi conosco ma mi stai molto più simpatica tu di S. e scommetto che sei anche molto più preparata

    • Ciao Anna!
      S. non ha colpe, tranne quella d’essere stata “furba” nelle sue scelte 😉
      Non escludo che in quella come in altre università simili ci siano persone preparate.
      Il fatto è che il problema è altrove e ben più grave: molte aziende CHIEDONO un NOME sul curriculum vitae.
      Ma non tutti sono abbastanza “furbi” da fare la scelta giusta!
      Il mondo si divide sempre in buoni e cattivi, no? 😉
      Un saluto!

      • Bhe più che furba direi che è nata nella famiglia col papi che pagava l’uni, l’ape in Brera e lo shopping in Corso Como!