the addams family

Natale Rock 2017 Edition: La Famiglia Addams

Tempo fa, chiacchierando con perfetti sconosciuti, di quelli che nel giro di due birre diventano amichetti del cuore, riflettevo sul fatto che certe passioni adolescenziali continuano ad animarmi senza vergogna né pudore, come avessi sempre 16 anni: l’heavy metal, gli abiti settecenteschi e il gotico, la stregoneria e Tim Burton. Marilyn Manson. Sì, anche lui.

Perché in fondo, da qualche parte, quella sedicenne esiste ancora e se, come i più recitano, è giusto mantenere in vita il bambino che è in noi, allora la bambina che è in me è più viva che mai. Semplicemente, la bambina che è in me si chiama Mercoledì 🙂

Cosa c’entra tutto ciò con il Natale? C’entra, attendere prego!

Per il blog non ho mai creato un calendario dell’avvento, anche perché da questo fronte, agnostico, il Natale non ha altro che un significato consumistico.

Mi sono detta però che, tutto sommato, il clima natalizio a me piace, nonostante gli ultimi anni lo abbiano sporcato, intristito, portato altrove.

Mi sono detta che ciascuno di noi vive a modo suo questo clima e che per me il Natale è sempre stato un evento mistico, una parentesi ovattata durante la quale allentare la tensione, guardarsi dentro, tirare le somme, mettere un punto e tornare a capo. Ma soprattutto, un susseguirsi di rituali indispensabili, ‘che altrimenti non sarebbe festa.

Il mio Natale, quindi, non ha nulla a che vedere con regali, angioletti, messe cantate e abbuffate natalizie. Ci sono, ne fanno parte, ma sono il contorno ad altro.

Per molti anni il periodo che va dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, è stato scandito dal tempo del ritorno: ritorni programmati, viaggi col fiato corto, i giorni contati e le ore ancor di più, da dedicare a ciascun volto amico e familiare.

In mezzo a questi appuntamenti fissi ho sempre cercato il tempo per recuperare la memoria delle piccole cose: una rilettura del Canto di Natale di Dickens, il pandoro con la Nutella per colazione, uno sguardo veloce alle pagine dei vecchi diari che mi ricordano chi ero 20 anni fa e – mai ultimi – un giro sugli anfibi ripescati in fondo all’armadio e qualche lacrima di malinconia versata sulle foto ingiallite, in cui mezza famiglia era ancora lì, dove dovrebbe essere oggi.

Ogni ritorno a casa era anche l’occasione per ripercorrere la memoria attraverso gli oggetti, molti dei quali stanno lì, appesi alle pareti di una camera da letto ferma all’adolescenza, pronti a riprendere vita durante le ferie di Dicembre.

Su quelle pareti viola ci sono appesi i biglietti dei concerti dal 1998 al 2003; compilation in cassetta da ascoltare in macchina, compilation per i momenti tristi, compilation per ridere, compilation per non dimenrticarti di me e blablabla, fatte da amici e amici di amici; poster melensi e fotografie in cui c’è gente che non ricordo più; VHS pirata di film horror, fiori secchi, candele, decine di elfi e molte altre cose, tutta roba che racconta di passioni antiche e mai morte, passioni vintage, rockeggianti, passioni che ogni Natale ritrovo puntualmente lì ad attendermi e che fanno del mio Natale quel che è. Senza pudore e senza vergogna.

 

IL NATALE ROCK DEL FRONTE AGNOSTICO \m/

Mercoledì non abita più quella camera da letto ma esiste ancora e guarda al Natale con gli stessi occhi di un tempo e anche se della festa non me ne frega niente, quest’anno ho deciso comunque di scrivere sul tema per raccontare il Natale con quegli occhi lì, attraverso passioni adolescenziali hard to die

Mi sembra il modo più sincero di regalare qualcosa a chi legge il blog, a metà strada tra il diario e il consiglio spassionato da parte di una che, a Natale, non può fare a meno delle cose che vi racconterò.

E così, da oggi fino al 24 Dicembre, ma senza la costanza di un Calendario dell’Avvento, perché qui il tempo è poco e scrivere deve essere un piacere, il blog proporrà un’illustrazione, un film o un libro che racconti il Natale come l’ho sempre vissuto io: un po’ gotico, un po’ vintage, a tratti mistico e introspettivo. Un Natale rockeggiante targato McFriend insomma, che a 32 anni suonati celebri il bambino che è in me (in te, in voi!), anche se quel bambino si chiama Mercoledì!

 

NATALE CON I TUOI E CON LA FAMIGLIA ADDAMS

Il 22 Novembre 1991 uscì il primo lungometraggio per il cinema dedicato alla famiglia più irriverente d’America. I Simpsons, all’epoca, non erano ancora stati inventati.

Io avevo 6 anni, credevo fermamente in Babbo Natale e in Gesù Bambino ma nutrivo già una certa simpatia per la Befana, gli elfi e San Giovanni Battista. Ai tempi mangiavo ancora il cotechino con le lenticchie e avevo appena ricevuto in dono un fratellino. Quello è stato il mio primo Natale Addams, indimenticabile.

famiglia addams film

Il legame tra gli Addams e il Natale non si limita soltanto al periodo in cui uscì il film. Il primo episodio, infatti, inizia proprio in un giorno d’Avvento.

È quasi Natale, i cori gospel riecheggiano nell’aria e gli Addams sono lì, sul tetto della loro fantastica dimora vittoriana, antagonisti di un Natale fatto di lucine e buon umore, pronti a rovesciare un calderone fumante in testa agli omini coi cappelli di lana che sfidano la neve pur di lodare Jesoo.

A loro il Natale non piace? Niente affatto! Il loro concetto di Natale è, come dire… diverso!

Se penso a una famiglia, a come la vorrei, la immagino esattamente così. Bizzarra, nera, felice nel suo ambiente protetto, totalmente innamorata delle sue stramberie. È questo un altro dei motivi per cui per me Natale fa rima con Addams.

Ho trascorso anni ad osservare i McFriend, cercando caratteristiche e rassomiglianze con gli Addams e, piano piano, ne è venuto fuori un quadro gotico e affascinante fatto di lontane prozie con il naso adunco e cugini pelosi arrivati da molto, molto lontano, giustappunto per l’occasione delle festività natalizie.

In effetti, la mia famiglia non è poi così diversa 🙂 Cosa ci manca? Ma la discreta villa vittoriana, naturalmente!

Quella del film fu costruita appositamente e costò circa 100.000 dollari. Purtroppo la casa fu poi distrutta e per il sequel fu usata una copia in scala. Pare però che una casa simile esista per davvero, a New York. E chi sono io per dire il contrario? *__*

 

MOVIE PILLS: LA FAMIGLIA ADDAMS PRIMA DEL FILM

Le origini di questa stramba famiglia, a cui sono assai affezionata, sono più lontane del 1991: tutto ha avuto inizio con una serie di illustrazioni caratterizzate da uno spiazzante humor nero, apparse sul New Yorker negli anni Trenta. Le strips erano firmate da Charles Addams. 

Nel 1964 le illustrazioni diventano una serie tv e i personaggi iniziano a prendere forma. Finalmente hanno anche un nome: Morticia e Gomez, Zio Fester, Mercoledì e Pugsley, Lurch, Mano, Mammà, il Cugino ITT (con due T!) e Ofelia Frump, sorella di Morticia. Nel film Ofelia non ci sarà, mentre alla carovana si aggiungeranno decine di altri personaggi minori.

Curiosità: anche nella serie tv in bianco e nero gli Addams vivono in una villa gotica a cui è ispirata quella del film. Gli interni apparentemente tanto lugubri e malsani però, in verità erano completamente ROSA!

famiglia addams set rosa

Guardare il film almeno una volta all’anno, e se possibile proprio in questo periodo dell’anno, è diventato uno dei miei inutili rituali natalizi. Inutile, sì, ma dal grande potere terapeutico: a me la Famiglia Addams strappa enormi sorrisi e regala immensa gioia. E lo so che non son la sola! 🤘

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