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Leggere un romanzo di James Ellroy ai tempi delle ferie, per giunta delle ferie al mare, è un po’ come prendere un gatto a giugno e non sapere a quale zia zitella mollarlo in custodia per il mese d’agosto. Cioè, tu il tuo gatto lo ami e gli fai le paste tutto l’anno, ma quali santi Numi sono intervenuti nel farti prendere una decisione così altamente sconsiderata come “prendere un gatto a ridosso delle vacanze estive, tu che sei una meridionale trapiantata a Milano”? Un Numo egizio, di sicuro.

Ecco, leggere Ellroy, di per sé, è una gran cosa. Con la biografia che si ritrova (madre morta ammazzata davanti ai suoi occhi, passato da AA – alcolista anonimo e dio solo sa cos’altro!), solo per questo merita l’attenzione di noi e voi tutti ma non, ripeto, NON sotto l’ombrellone.

L.A. CONFIDENTIAL È UN LIBRO INVERNALE

La gente comune al mare dovrebbe leggere cose leggere, allegre, cose che fanno ridere, sorridere, anche riflettere certo, ‘che la sola Settimana Enigmistica non è sufficiente a mantenere vivi quei quattro neuroni che ci son rimasti dopo 11 mesi di lavoro turbolento… ma non Ellroy. Ellroy si legge d’inverno, sotto le coperte, a notte fonda!

Certe notti in preda all’ansia ho fatto incubi che nemmeno Palahniuk! Certo, c’è da dire che l’alternanza di letture quali Ellroy, Salmes’s Lot di Stefano Re, un Dylan Dog spot e 10 episodi di Attack on Titan in 3 ore non hanno aiutato, eh.

Ecco quindi svariate ragioni per le quali scegliere di leggere Ellroy a partire da oggi, 22 settembre, secondo giorno d’autunno, stagione del ritorno in voga della maglia della salute, delle tisane al finocchietto selvatico sul divano e del frescolino sul balcone:

  • I personaggi: avete letto Cent’anni di solitudine di Marquez e come, me arrivati già a pagina 20, avete inziato a disegnare una albero genealogico della famiglia Buendìa perché si chiamavano praticamente tutti allo stesso modo e rischiavate di incasinare le cose, peggio che a Beautiful!, facendo sposare le nipoti coi fratelli dei bisnonni? Bene, Ellory a differenza di Marquez gioca coi nomi e non ci sono due personaggi che si chiamino allo stesso modo, ma attenti ‘che in un capitolo, se tutto va bene, ne incontrerete al minimo 50 di personaggi. Che poi magari neanche tornano più! Vi par cosa che uno deve star lì ad impazzire sotto il sole d’agosto per ricordare tutta quella spataffiata di nomi?
  • Il sangue: uno degli ultimi episodi della prima stagione di Dexter credo sia stato realizzato col solo obiettivo di competere con il maestro della cascata al pomodoro: Stanley Kubrick e la memorabile apertura delle porte dell’ascensore in Shining. Ora mi chiedo: se Kubrick decidesse di rifare il film di L.A. Confidential supererebbe se stesso? Sì, ce la farebbe, anche perché Ellory gli darebbe bel materiale su cui lavorare. Ma io dico: uno può, mentre sta di fronte all’azzurro mare (per non dire il cielo) della terra calabra, lasciarsi trasportare da quell’ondata di pomodoro?

Escludendo questi piccoli, davvero infimi particolari (!!) Ellory lo si legge con avidità. Non pensate di leggerlo a saltelli perché sarebbe peggio che entrare nel Labirinto senza filo. Si legge categoricamente di notte e tutto d’un fiato per cui bando alle ciance prendetevi una settimana di ferie e regalatevi un pugno nello stomaco, orsù!