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Che non si dica mai che vivo a Milano dal lontano 2012 e non ho ancora scritto del Cimitero Monumentale. ‘Nsia mai! Giacché il glorioso pubblico di VirginiaMcFriend giunge su queste pagine ricercando le keywords cimitero, cappelle gotiche e archi a sesto acuto mi sembra cosa buona raccontarvi anche che sì, a parte il Duomo e il Naviglio Grande a Milano c’è un altro posto bello assai da visitare, una meta poco ambita ma piena di fascino, il Cimitero Monumentale appunto.

Tra i numerosi interrogativi che certamente (!) avranno tormentato i vostri sonni ci sarà la questione del “Ma Sandra Mondaini e Raimondo Vianello li avranno mica sepolti insieme?” e l’imperituro “Ma dove mai sarà sepolto Leonardo?“. Ebbene la risposta indovinate qual è?

In un posto enorme di un bianco abbagliante che nemmeno il Colosseo nel suo periodo d’oro, detto Famedio, stanno sepolti (o vengon solo citati) stretti stretti, vicini vicini, tutti i nomi illustri di questa città (e della storia d’Italia, aggiungerei). Sia bene chiaro, solo gente figa, per dirla alla milanese, ‘che questo è il Mausoleo delle celebrità mica il cimitero Bruzzano! Sin dalla notte dei tempi e fino al 2015 una sfilza di nomi noti adorna le pareti del Famedio mentre in mezzo alla sala dorme Alessandro Manzoni protetto da quintalate di marmo. A giusta ragione, dico io! Ma sai quanti liceali vorrebbero fargli la festa?

UN CIELO STELLATO NEL FAMEDIO DEL CIMITERO MONUMENTALE DI MILANO

La cosa più strepitosa del Famedio però è il soffitto che è una specie di cielo stellato di Van Gogh versione coperta di velluto. Un blu così intenso da far venire attacchi acuti di Sindrome di Stendhal. Molto bello, per davvero, mi ci sarei fermata giorni e notti a guardarlo se non fosse che dopo 10 minuti di naso all’insù mi si erano slogate tutte le vertebre del collo.

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Cieli e stelle a parte, nonostante in città siano cosa rara, c’è da dire una ovvietà assai ovvia e cioè che se questo posto fosse un libro il suo sottotitolo sarebbe “Un museo a cielo aperto” perché, come sostenuto altrove almeno altre 300 volte, i cimiteri sono il luogo da cui dare avvio all’esplorazione di qualsiasi città, sono il crogiuolo di arte e cultura che in nessuna remota tavola calda si potrà mai trovare (fatta eccezione per luoghi meno ameni quali la fogne di Parigi e le gallerie sotterranee di Torino, che invece hanno molto da insegnare sulla storia delle rispettive città).

CIMITERO MAGGIORE IS THE NEW RESIDENZA IN CAMPAGNA DELLA GENTE FAMOSA

Insomma, sin dal 1866 esiste questo non-museo opera di Mr. Carlo Maciachini, quello della fermata Maciachini della linea gialla della metro, per dire, e i turisti più arditi lo sanno e ci vanno a fare set fotografici e cacce alle streghe. Lo sanno anche i milanesi che questo è un posto bello e infatti io che m’ero tanto stupita di fronte ai parigini che andavano in bicicletta dento il Cimitière du Monteparnasse, di fronte ai milanesi che fanno jogging il giorno di pasquetta al Cimitero Monumentale non ho fiatato più.

Mentre il resto del mondo smaltiva capretti ripieni di conigli e uova di cioccolato ripiene di torta pasqualina, io ho fatto bellamente la gnorri bighellonando a caccia di porte antiche dischiuse sul baratro della morte e tracce di Indiana Jones lungo il viale principale. L’unica cosa che ho trovato, la più tangibile invero, è la varietà di stili architettonici, evidente anche a chi non ne capisce un’acca di architettura. Le guglie gotiche (perché tu lo sai che son gotiche quelle guglie lì giacché da bambina guardavi il cartone animato dei Gargoyles), le vedi star rigide e impettite come una signorina Rottermaier sull’arcata che sovrasta i portoni delle edicole, mentre quelle mingherline delle vergini neoclassiche levano le braccia al cielo un po’ più in là di colossali raffigurazioni di soldati con elmi e mitra megagalattici a braccio. Ci son pure le piramidi al cimitero Monumentale di Milano oltre che una spaventosa Medusa urlante e quindi boh, a me sembra chiaro che qui parecchia gente c’ha messo mano.

Arte a parte, un’altra ragione per cui visitare questo cimitero è la natura. Passeggiare tra le file di cipressi (sono cipressi?) in una giornata d’aprile è forse una delle attività più rilassanti che si possa fare (gratis) a Milano, perdersi tra le distese di lapidi lo è un po’ meno quindi occhio ai sentieri e munitevi di mappa all’ingresso.

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Un posto assai affascinante che si presta bene a scatti fotografici interessanti è l’Edicola Bernocchi, area Necropoli. Al centro del viale principale sorge questa bella torre bianca fatta d’un groviglio umano d’ispirazione dantesca. Le statue raffigurano la Via Crucis e sono così tonde e realistiche da sembrare corpi vivi in caduta! Non è tutto, c’è davvero molto altro da vedere. Sappiate solo che ne vale la pena per davvero. Ite, armati di macchina fotografica e scarpe comode, ma ite!

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