Cantante e poetessa sì, lo sapevo. Fotografa no! Ero rimasta a quel concerto ad Invasioni di alcuni anni fa, in cui cantò senza reggiseno una Because the night intramontabile. Ma questa Patti Smith decadente e francofila non la conoscevo. Grazie Parigi per avermi aperto a questo nuovo mondo, quello della sinestesia, per cui fotografare la musica si può e Patrizia ne ha dato prova. Solo che molti, di questo legame tra musica e fotografia, forse non lo sanno?

Le poesie di Patti Smith tra Musica e Fotografia

Passeggiando lungo il Canal Saint Martin di Parigi mi ritrovo di fronte alla vetrina di Artazart, al numero 83 di quai de Valmy.

Ricolma di Polaroid, Minolta, Olga, insomma, tutto un apparato da fare invidia anche ai signori della Magnum, sono stata invitata ad entrare in questo negozietto, un localino stretto stretto e zeppo di roba, interamente dedicato al mondo della fotografia. Un paradiso pieno di sorprese: stipati sotto gli scaffali in legno monografie d’altri tempi dedicate ai fotografi dei primi Novecento mentre in bella mostra nella sezione dedicata alla grafica campeggia un volume rilegato in stile liberty con in copertina una scena di Le Voyage dans la Lune di Georges Méliès (non potevo non sfogliarlo!!!).

Sorpresa delle sorprese (non avevo mica letto la scritta rossa sulla vetrina), sulla mia testa svolazzano trenta scatti realizzati da Patti Smith durante uno dei suoi tanti soggiorni parigini! E chi lo sapeva che si dilettasse con la Polaroid? E chi lo sapeva della sua passione per il bianco e nero, e per i cimiteri, e per la poesia decadente e per l’arte parigina?

Patti Smith - Self Portrait

Patti Smith - "Poesie"
Patti Smith – “Poesie”

Poesie da un altro secolo

Io Patti Smith l’ho conosciuta al liceo. Quando avevo 14 anni e nella polverosa biblioteca del Michele Morelli trovai questo:

Ecco, Patti Smith l’ho conosciuta come poetessa, ed in effetti questo è prima ancora che una cantante ed una fotografa per me. Racconta gli anni Settanta ed Ottanta come pochi, racconta gli anni scomodi non quelli dei sessantottini e della moda minimal. Racconta di sé, sempre. Scoprirla in questa nuova veste mi stupisce e quello che ho visto mi piace!!

La mostra termina il 15 aprile, urge visita, orsù!!!

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