editoria-sostenibile

In occasione dell’edizione 2013 del Salone del Libro di TorinoGreenpeace ha pubblicato il report sull’Editoria sostenibile.

La classifica delle case editrici  “Salvaforeste” viene stilata ogni anno in base al tipo di carta utilizzata per la stampa dei libri. Le aziende promosse, infatti, stampano i loro libri e altri prodotti editoriali su carta 100% riciclata e unita a fibre vergini secondo la certificazione FSC ‐ Forest Stewardship Council. Questo standard, infatti, garantisce la provenienza delle fibra da foreste gestite in modo sostenibile e fa sì che vengano limitati l’abbattimento di alberi, le emissioni di CO2 e i consumi energetici.

CASE EDITRICI GREEN IN ITALIA

In totale sono 17 gli editori a cui quest’anno va la lode dell’associazione:

Le case editrici green secondo i dati Greenpeace 2013
Le case editrici green secondo i dati Greenpeace 2013

CASE EDITRICI ITALIANE NO GREEN

Meno eco si dimostrano invece le grandi case editrici. Paradossalmente infatti, devono ancora impegnarsi Editori come Feltrinelli, Einaudi Stile Libero, Laterza, Sonzogno, De Agostini, Il Mulino, Chiarelettere, Garzanti e Mondadori.

Le case editrici No green secondo il rapporto di GreenPeace
Le case editrici No green secondo il rapporto di GreenPeace

A me sembra paradossale che le grandi realtà aziendali, che tanto fanno sfoggio della loro etica sostenibile e che, per la loro portata, dovrebbero stare sotto i riflettori molto più delle piccole case editrici, non rispettino degli standard condivisi invece da realtà neonate o meno ricche.

Come è possibile infatti che aziende come Disney, Bignami, Le Paoline, Voland, Cairo Editore e  Leconte (di Roma, con cui pure ho fatto un PESSIMO corso di editoria e che mai ha dimostrato professionalità, figurarsi attenzione alle politiche green!), non si siano MAI degnate di rispondere al questionario di Greenpeace per la stesura della classifica?

Questo atteggiamento denota ignoranza e scarsa attenzione al target.. Come può un’azienda contraddirsi in termini, promuovendo prodotti per l’infanzia ma non facendo nulla per garantire un’infanzia serena che non sia fatta di giocattoli in plastica tossica e abitini prodotti in Cina da altri bambini?

Salva