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Domenica 17 aprile è un giorno assai importante, ve lo dice anche il meteo! Non partite!, Ma quale gita fuori porta?, Rimanete a casa vostra, dove dovete andare? Tanto porta pioggia! E il meteo, per una volta, ha ragione. Il 17 aprile, infatti, abbiamo tutti un appuntamento importante, ciascuno nella propria città, anche per chi vive all’estero. Domenica 17 aprile IN TUTTA ITALIA si vota al referendum che dice NO alle trivelle nei nostri mari.

Non lo sapevate, nevvero? Non lo sapevate perché questo – come molti altri – non è un tema caro alla politica e alle istituzioni italiane, anzi, se possibile, è un tema da affossare sotto quintalate di altre notizie infingarde. Per non dire alle lobby, alle società di potere che controllano le nostre vite. Insomma, la stampa ci rincoglionisce di informazioni inutili ma no, non ci dice che domenica 17 aprile si vota per una roba che riguarda la salute nostra e dei nostri (vostri!) figli. Bene, ora ve lo stiamo dicendo, e non potrete fare finta di non saperlo: domenica 17 aprile si vota al referendum per dire no alla trivellazione dei mari italiani.

Anzi, siccome quelli di Greenpeace sono geniali, sapete cosa potete fare? Potete registrarvi qui e inserire il vostro numero di cellulare: riceverete un SMS per ricordarvi di non mancare all’appuntamento del 17 aprile!

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Il referendum pone questa domanda:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Se vi state chiedendo che cavolo vuol dire e soprattutto che cosa rispondere sappiate che la risposta giusta è SI! Al referendum bisogna votare SI; sì all’abrogazione (significa eliminazione) di un cavillo di questa legge che libererà i mari italiani dalle trivelle delle società petrolifere. Per sempre.

In che modo?

Rispondendo SI al referendum di domenica 17 aprile, il testo in questione sarà modificato eliminando la frase “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale“. In questo modo, le società petrolifere attualmente presenti nei mari italiani con le loro trivelle ci rimarranno fino – diciamo – allo scadere dei loro contratti, senza mai più potervi fare ritorno. E in futuro nessun’altra società con intenti simili potrà esercitare per sempre il diritto a distruggere flora e fauna marine per l’estrazione di gas e petrolio. Perché questo fanno le trivelle: perforano il fondale marino, lo sventrano distruggendo l’habitat di specie animali e vegetali, inquinano l’acqua in cui faremo il bagno d’estate, la stessa che irrorerà la terra da cui cresceranno frutta e ortaggi che mangeremo, la stessa in cui cresceranno i pesci che troveremo al banco del pesce il sabato mattina e tutto questo per estrarre gas e materie prime dalla terra per tempo indefinito.

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Quindi, non ho capito, questa estate volete farvi i selfie al tramonto con la trivella sullo sfondo?

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Gas e petrolio sono importanti, e chi vi dice di no? L’automobile la usiamo tutti, soprattutto quelli del sud che vivono in città non ciclabli così come i riscaldamenti, soprattutto quelli che schiattano di freddo su al nord e vogliono una temperatura Hawaii costante per tutto l’inverno. Ma il mare, quello che ci piace sfoggiare negli #instamoment,  lo stesso dove ci piace un sacco andare d’estate, quel mare lì non è forse più improtante?

Lo è per svariate ragioni, ad esempio perché le regioni con un bel mare hanno anche tanto turismo, e quindi lavoro per tutti.

E lo è soprattutto perché la natura è fatta così, la mano umana non ha diritto di modificarla fino a distruggerla e la decrescita felice forse è proprio ciò che serve in un’epoca in cui il progresso è sinonimo di regresso.

Che fate il 17 aprile?

Ci vediamo alle urne?

Come, quando e dove si vota al referendum no trivelle di domenica 17 aprile 2016:

  • SI vota DOMENICA 17 APRILE.
  • SI vota in TUTTA ITALIA.
  • SI vota solo dai 18 anni in su.
  • SI vota nei seguenti orari: dalle ore 7:00 alle 23:00.
  • SI vota anche dall’estero tramite corrispondenza. I Consolati sapranno indicarvi modalità e specifiche per ciascun paese.
  • SI vota con la tessera elettorale (se non l’avete o è piena di timbrini perché siete cittadini modello, richiedetela per tempo al vostro Comune di residenza).
  • SI vota con la carta d’identità o altro documento di riconoscimento (se non l’avete o è scaduta, correte al Comune a rinnovarla. Cinque euro e passa la paura!).

SI vota SI per dire NO alle trivelle in mare

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Diffondi la voce, spiega a tua nonna che domenica 17 aprile la messa se la può guardare in tv, dillo a tuo fratello di non fare il sabato bravo, ‘che domenica mattina c’è da fare. Alzati da quel letto, dillo agli altri, usa i social network per dire al mondo una cosa giusta. Orsù gente! Ci vediamo alle urne! <3

Se volete saperne di più su Act! un’ottima FAQ e ovviamente sui canali Greenpeace report e campagne in continuo aggiornamento.

Photocredits: @Greenpeace

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