viaggio in salento

Sei gradi di separazione tra me e il Salento

Voi ci credete alla teoria dei sei gradi di separazione? Io sì, soprattutto da una settimana a questa parte, la settimana in cui si è palesata l’occasione di un viaggio in Salento senza che io l’avessi né chiesto né desiderato, non di recente insomma. Poi è successo un fatto strano, che ha che fare proprio con questa teoria, ed è finita così, che zaino in spalla è iniziato un tour pugliese alla scoperta di cibo e artigianato dall’entroterra della Puglia. Fortuna che una anno fa ho scelto la mia gioigloriosa vita da freelance, sennò col cavolo che da un giorno all’altro mi sarei defilata dalle scadenze d’ufficio per ieri! Ma prima dei fatti, i doverosi cosacomeperché di questo viaggio, as usual.

 

CHE C’ENTRA LA TEORIA DEI SEI GRADI DI SEPARAZIONE COL SALENTO?

Una sera di pochi giorni fa stavo comodamente spaparanzata sopra Jack, che stava comodamente spaparanzato sopra al divano, e ricevo un messaggio dalla mia amica Marta.

Marta mi dà notizie del suo fagiolino e io resto senza parole nel realizzare che tra un pochino la sua vita cambierà di brutto, ma che chi più di lei sarà in grado di fare quel mestiere lì che io tanto aborro. Poi Marta mi dice che MariaRosa, la sua amica, cerca blogger per un tour a Salerno. E io mi domando sempre più stupita che cavolo ci sarà da vedere a Salerno nel pieno di Giugno, ‘che le luminarie le fanno a Dicembre. Ma non ribatto. Accetto, come no? Lo zaino da trekking della Decathlon ce l’ho. Ho pure il sacco a pelo. Ho la giacca a vento, che non si sa mai. Ho appena comprato l’ennesimo paio di scarpe comode, a pois, e dovrò pure inaugurarle prima o poi. Ho tutto.

Ah sì, sono una blogger, tra le altre cose. E’ giusto dire anche questo, perché ogni tanto dimentico che VirginiaMcFriend l’ho fondato io, lo scrivo io, ci metto la faccia io.

Il giorno dopo parlo con MariaRosa che ha una bella voce, squillante, allegra, infonde gioia. E ci diciamo che sì, dai, speriamo di vederci a Luglio da Marta, per il festival degli Artisti di strada di Amaroni (CZ). Speriamo.

Il mio numero di telefono rimbalza dalle mani di Marta a quelle di MariaRosa e finisce nelle mani di Alessandra Ferramosca, alias MyCoolKitchen, Cuoca Itinerante e Guida Turistica. E già mi piace.

Io e Alessandra ci conosciamo secondo la teoria dei sei gradi di separazione, perché io conosco Marta, che conosce MariaRosa che conosce Alessandra. In 3 abili mosse meglio di Lady Oscar, dopo le presentazioni di rito, i chi sei e cosa fai, il curriculum vitae e il portfolio, Alessandra mi porta in Salento per un press tour, un blog tour, un viaggio alla scoperta del cuore della Puglia. No, non era Salerno bensì il Salento. Il problema è che non ci sento tanto bene, ecco tutto.

 

UNA CALABRESE SENZA CARTINA IN SALENTO?

Mi sono detta che a differenza di altri viaggi questo è un viaggio zaino in spalla come pochi, tutto mio e solo mio. Che dire di no sarebbe stato da stronza e io lo sono, ma certi treni passano una volta sola e allora bla bla bla.

Io però ho una passione smisurata per la toponomastica così come per gli alberi genealogici, tranne quella volta in cui abbiamo fatto un viaggio a Venezia e ci siamo resi conto di aver buttato alcuni euri, perché a che serve la mappa di Venezia se lì le strade manco ci sono? Boh.

Ma insomma, prima di partire, avevo bisogno di una mappa del Salento. Senza mappa non so muovermi. Senza mappa non so dove mi trovo e ho bisogno di geolocalizzarmi e dare una collocazione allo spazio. Così ho fatto la solita googolata, che non si sa mai, in cerca della cartina del Salento più allegra e ne è venuto fuori che il Salento una mappa definita non ce l’ha (?). E’ venuto fuori il mondo ma i confini non erano precisi e a volte neanche i nomi. Buon Jesoo, sono destinata a viaggiare in luoghi reduci da diaspore e senza toponomastica definita? No. La risposta è che no, il Salento non è come il Molise, ma esiste, ha confini geografici ben precisi nonostante non sia una regione (ma potrebbe), annovera un certo numero di comuni, frazioni e strade senza nome tra i suoi territori, e una volta giunta lì non è stato assai difficile orientarsi. Anche senza cartina.

Questa comunque esempio, è una delle cartine più belline trovate qua e là, tra un B&B, un ristorante e la piazza del paese. Ci tenevo assai a tramandarla ai posteri perché sembra dipinta a mano e i paeselli ci sono tutti, ma proprio tutti tutti. C’è anche Cursi, in provincia di Lecce, che poi è il posto in cui ho vissuto per 5 giorni. E ci sono anche Maglie, Cutrofiano e tutti gli altri paeselli che grazie al tour ho potuto visitare. Un posto BELLISSIMO e a me ignoto, ma c’è sempre da imparare!

cartina del salento

 

GRADI DI SEPARAZIONE CHE SI RIDUCONO E GENTI FAMOSE

Detto ciò, veniamo ai fatti. In questo press tour vengo coinvolta perché è chiaro al mondo che il mio mantra è Il cibo prima mangialo, se ne rimane fotografalo. Nel senso: io le foto belle al cibo gliele faccio pure e le pubblico anche su Instagram perché è il mio social del cuore insieme a Pinterest, ma non DOPO aver mangiato la mia porzione, il che equivale sempre a spadellare e infornare quantità doppie.

Di fare la food blogger non se ne parla proprio ma il cibo è una costante nella quotidianità di casa McFriend. Noi siamo quelli che escono a cena e mentre assaggiano un piatto nuovo parlano di cibo. Sempre. Perché siamo calabresi, il cibo per noi è cultura, è l’anima della famiglia, ciò che tiene unite le genti.

E infatti di genti, in questo Food & Artigian Educational Tour per il Salento organizzato dalle vulcaniche Alessandra e Giusi Portaluri con la benedizione del Comune di Cursi (LE) e dell’Accademia dei Volenterosi, ce ne sono altre, pure più ferrate di me sull’argomento. Ma siccome io non sono appunto una Food Blogger ma una che fa Web marketing con il retaggio della parmigiana della nonna, ecco spiegato che ci faccio io in mezzo a Sonia del Mastro e Francesca Orlando, mamme rispettivamente di Food Knife e Lactosefree, Marco Epifani e Vittorio Castellani, padri ad esempio di tutti quei bei programmi tv sui cibi dal mondo e i motociclisti scorazzanti per l’Italia che – non dite bugie – almeno una volta avrete visto!

Ora, ditemi voi se il mondo non è posto piccolo e se la teoria dei 6 gradi di separazione è soltanto una bugia da sociologo del Seicento. Orsù! Che questo tour abbia inizio. Io intanto, sempre perché non si sa mai, ho smesso di mangiare da una settimana perché lo so, che se vai in Salento muori sazio e contento. Stay tuned.

virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.