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La stirpe di Thor

A quanto pare dovrei iniziare a credere in dio. O almeno in Thor, giacché pare che ultimamente una qualche ancestrale forza divina voglia farmi dei regali di Natale con largo anticipo. Che so, una febbre al lunedí per non far finire tanto presto il weekend, oppure una serata improvvisamente libera da investire nel concerto degli Apocalyptica. Come è accaduto in un giorno di ottobre in cui, fortuna vuole non piovve, e fortuna vuole anche che l’Alcatraz si trovi a 200 metri dal posto in cui lavoro.

Orbene, ecco perché Thor e non un’altra divinità: gli Apocalyptica sono una orchestra di cello finlandese e Thor, come la buona Marvel ha insegnato a tutti coloro che di mitologia nordica non ne sapevano niente fino a pochi anni fa, è una divinità del Pantheon scandinavo, in verità portata sul grande schermo col solo obiettivo di ribadire il concetto di mascolinità degli uomini coi capelli lunghi e biondi dopo l’avvento di Legolas.

Quel che è più importante sapere comunque, è che gli Apocalyptica oltre ad avere bei capelli come il Thor della Marvel, sono soprattutto una band di finnici virtuosi, di quelle (ancora poche) che fa metal sinfonico per davvero. Avete mai sognato di ascoltare un Wagner accompagnato dal doppio pedale della batteria sul palco del Teatro alla Scala? Bene, loro sono in grado di farlo perché questi 4 tizi nascono come musicisti di classica prestati al mondo del metal. Cosa rara e davvero unica! Ascoltare per credere:

La cosa più stupefacente è il modo in cui lo fanno: il rigore di chi ha studiato musica classica sta tutto lí, nei muscoli tesi tra l’archetto e le corde del violoncello, nell’angolo retto formato dal braccio e nella schiena curva sulla cassa. Tra un accordo e l’altro quella postura sofferta e composta è animata da una forza dirompente che fa diventare l’archetto un plettro e il violoncello una chitarra elettrica esasperata. Questa è magia, magia!

I figli di Thor si sono reincarnati in questi 4 tizi dai nomi impronunciabili, fatta eccezione per Pettru l’ilare, che a suon di chiacchiere in un inglese chiarissimo hanno tenuto palco per quasi due ore. In set list pezzi tratti da Shadwomaker, il nuovo album in presentazione con il tour 2015, alcuni classici del gruppo (purtroppo) accompagnati dalla voce (no, amici, la voce non vi serve per niente e soprattutto una voce come quella), e ovviamente molte cover dei Metallica. Ecco, quando attaccano un pezzo dei Metallica è la fine, io mi commuovo alle lacrime ad ascoltare One agli archi e il pubblico che la canta sussurrando.

Una cosa comunque è certa: se al concerto di Marilyn Manson avevamo sudato birra, durante questo concerto di sudore non se ne è vista l’ombra perché i finnici non sudano. Nossignore. Non una goccia di rugiada ha imperlato i loro volti, e dire che il batterista su quelle due batterie ci ha lasciato davvero l’anima. E niente. Nemmeno i lunghi capelli umidicci, niente.

Conclusione: i 35 euro meglio investiti degli ultimi tempi!

virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.