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Là sui monti della Svizzera italiana: Val Verzasca Tour a Lavertezzo e Bellinzona

L’utilità di Facebook è che puoi restare sempre aggiornato sulle vite degli altri e nel mentre scoprire angoli di paradiso a pochi kilometri da Milano. Ad esempio la Svizzera Italiana, una terra tanto affascinante quanto cara, nel senso meno romantico del termine. Il che vuol dire che se percepite uno stipendio medio dovrete portarvi i panini con la mortadella da casa, e se non lo avete affatto allora la vostra unica e sola alternativa all’afa dei condizionatori resta la piscina condominiale. O l’Idroscalo. Ma iniziamo come d’uso dai percomeperché.

Un weekend in visita nella Svizzera Italiana è un po’ come una gita fuori porta a Lecco, con la differenza che i treni non sono mai in ritardo e che l’aria sa di erba appena tagliata. Meta di un weekend da appiedati che da Milano vogliono raggiungere la frescura delle Alpi, è stata la ridente cittadina di Bellinzona, paesello di 18mila anime all’anagrafe e 200 in tutto per le vie, facilmente raggiungibile in treno dalla stazione di Milano Centrale. Occhio, ‘che lo stramaledetto sito di Trenitalia vi indicherà soltanto i treni più costosi (e più veloci) per raggiungere la Svizzera Italiana. In realtà esistono altre soluzioni by Trenord. Vero è che in queste settimane di ritardi e scioperi fidarsi è stata un’audacia ma TILO, il treno transalpino, non ha niente a che spartire con gli interregionali dei pendolari. Alla modica cifra di 50 euro andata e ritorno, insomma, la Svizzera è raggiungibile anche in treno.

VAL VERZASCA TOUR DAY 1 – SENTIRSI LUCREZIA BORGIA A SPASSO PE’ I CASTELLI DI BELLINZONA

La cosa più affascinante da vedere a Bellinzona sono i castelli. Ce ne sono 3 perché la faccenda della sicurezza dei confini durante l’Alto Medioevo non era mica roba da prendere sottogamba e allora i signori Duchi, Marchesi e compagnia bella si son dati assai da fare per tenere sott’occhio la valle et voilè, 3 castelli. Se il vostro costume di Carnevale era e continua ad essere Lucrezia Borgia o il timido Paggetto, allora tutti e 3 vi incanteranno. Invero però, soltanto uno merita la titanica scarpinata che lo precede, ed è il castello di Montebello. Come arrivare fin lassù? Non di certo con le infradito, belle mie. Vi servono le scarpe-da-trekking. Fatevene una ragione e optate pure per quelle rosa di Dechatlon se proprio avete bisogno di sentirvi la Signora delle Camelie in villeggiatura, ma vi servono le scarpe-da-trekking per arrivare al Castello di Montebello e questo è un assioma inconfutabile. Diciamo pure che oltre alle scarpe vi servirà assai fiato e noi che siamo tipi non usi alle ciaspolate bensì al lancio della ciabatta dal divano, di fiato ne abbiamo dovuto buttar via parecchio per arrampicarci su per la scalinata sterrata, irta, piena di folletti dispettosi e sassi rotanti, che porta su al castello.

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Lo spettacolo una volta arrivati in cima però, è una roba che neanche Peter Jackson! In che modo siamo riusciti a compiere la straordinaria impresa senza morire spiaccicati al suolo come palloncini sgonfi? Ma grazie alla miracolosa acqua di Bellinzona, che più ti inerpichi su per il pendio e più raggiunge gli zero gradi Celsius. Manco a dirlo, siamo ai piedi delle Alpi e l’acqua non è l’unico vantaggio che ne deriva, giacché lì sì che le sere d’estate freschette le fa ancora e questo giustifica i banchetti di birra alla spina e salsiccia tedesca che ci hanno sfamati nel deserto dell’estate bellinzonese. Per non parlare poi della dormita tra i merli del castello, ospitati dall’Ostello Montebello che, per carità, non è il Park Hyatt chiaramente, ma che cavolo vanno a cercare i recensori di TripAdvisor per 50 euro a notte nella nazione più costosa d’Europa, ancora stento a comprenderlo. Quello è un posto assai bello in cui dormire a Bellinzona.

VAL VERZASCA TOUR DAY 2 – SLOGARSI UN OSSO A SCELTA SALTANDO DAL PONTE DI LAVERTEZZO

La verità comunque è che a Bellinzona ci siamo andati solo per arrivare alla meta vera, Lavertezzo, in Val Verzasca.

Noto per il suo Ponte dei Salti, 20 metri di idiozie volanti, occhi strizzati dalla paura, birra a spruzzi e tanta gioya, il Ponte dei Salti se la batte con la Rupe di Tropea. Se uno vuole slogarsi un osso a scelta tra i 200 e più di cui Madre Natura ci ha provvisti, quello è il posto giusto e adesso vi illuminerò su come arrivare a Lavertezzo e al Ponte dei Salti in Val Verzasca, giacché è cosa ardua pianificare i comedove per arrivare lassù.

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Anche qui servono le scarpe-da-trekking e pure un costume da bagno. Serve un costosissimo biglietto giornaliero per tutte le zone interessate dai vostri spostamenti (mappe e biglietti su arcobaleno.ch o direttamente alle decine di distributori sparsi sul territorio). Poi serve un autobus giallo come i pulmini della scuola in USA e serve pure un sacchetto di carta in cui vomitare durante la salita, perché voi siete convinti che quella volta lì in cui vostra madre ha preso la curva a gomito un tantino troppo a gomito sia stata la volta in cui in assoluto avete rischiato di perdere anima e vita, e invece no. Per capire cosa vuol dire:

  • Opzione A: avere paura di precipitare nel burrone
  • Opzione B: avere paura di vomitare in faccia a quello seduto di fianco a  voi

dovete proprio prendere un autobus in Svizzera che vi porti su in montagna. Su in montagna, non è dato sapere quanto SU, se siete turisti. La regola è Sali finché non vedi gente che si butta già da un ponte. E noi lo abbiamo fatto e vi consigliamo di farlo pure voi perché nulla al mondo vale quanto il bagno nelle acqua del fiume in cui saltano quei pazzi lì. Gambe toniche ne volete? Fate un bagno nelle acque di quel fiume e vi sentirete ringiovaniti di 100 anni.

virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.