Marilyn Manson with peluche pink unicorn

La leggenda di Marilyn Manson e i gatti da palcoscenico

Qualche giorno fa un allegro navigante è appordato sulle pagine di VirginiaMcFriend dopo aver chiesto al signor Jhon Google che diavolo ci fa Marilyn Manson coi gatti. Ebbene, io non lo so che ci fa Marilyn Manson coi gatti. E non so dirvi neanche se Mr. Brian Warner abbia dei gatti, ma mi auguro di sì, giacché sarebbe un ossimoro che un tizio che io stimo tanto non abbia un felino a scaldargli i piedi quando s’affossa nel divano, mangiando pop corn davanti alla tv. Perché sì, secondo me Marilyn Manson fa (anche) cose normali tipo truccarsi al mattino, bere il caffè, chiudersi dentro il frigorifero quando ad agosto si schiatta di caldo, guardare il David Letterman Show, ei fu. Soprattutto truccarsi al mattino comunque…  Gira che ti rigira, comunque, i gatti li ha: sono 5 e si chiamano Devon Rex, meglio noto come Aleister, Edgar, Herman, Lily e Charlie. Niente Belzebù o Lucifero quindi. A quanto pare ci parla pure con Aleister. Si fanno certe chiacchiere filosofiche sull’esistenza di dio, la coscienza felina e la presunzione umana che quasi quasi battono il prof. di filosofia della mente dei tempi dell’Università. Ad ogni modo, tanta era la curiosità che son partita alla ricerca di informazioni sulla leggenda di Marilyn Manson e i gatti sul palcoscenico, perché io pezzi dei suoi concerti ne ho visti ma di gatti non ce n’è mai stata l’ombra. Si diceva di maiali, cani, volatili, polli, ma mica felini.marilyn-manson-into-the-frigorifero

Ebbene, in rete c’è chi dice che, memore delle notti brave del 1998, Marilyn Manson trucidi gatti e altri animaletti di peluche sul palcoscenico. Di peluche, meccanici, finti insomma, ‘che alla storia di Ozzy Osburne che stacca a morsi la testa di un pipistrello non ci ha mai creduto nessuno. Figurarsi a quella di un Marilyn Manson che tortUra un povero micino. E infatti MM, che di marketing ne sa parecchie, anni fa aveva già colto la palla al balzo per pubblicare la sua autobiografia (Long hard road out of hell, 1998, tradotto in italiano col titolo La mia lunga strada fuori dall’inferno, ma stranamente introvabile on line) in cui, guarda un po’, raccontava proprio di quanto NON facesse (né faccia), uso di animali di pelo e pelliccia durante i suoi spettacoli ma solo di unicorni rosa.  C’è anche chi invece ha interpretato questa faccenda come una sfida iconografica e ha battuto tutte le specie di gatto per arrivare a trovare quella più antropomorfa. Infatti esiste un gatto che a guardar bene sembra Marilyn Manson quand’è incazzato, o quando fa finta d’esserlo, questa: marilyn-manson-totally-looks-like-this-catSignori, che dirvi, il 17 giugno sarò in prima linea all’Alcatraz di Milano per essere i vostri occhi e le vostre orecchie: se su quel palco ci dovesse mai essere un gatto vero state pur certi che col potere dello sguardo lo farò venire a me. Nessun  gatto può sfuggire alla folle amorevolezza della sottoscritta <3 Noi comunque vogliamo ricordarlo così!

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virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.