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Comprarsi un motoscafo, ma la mappa di Venezia no

Uno và a Venezia e pensa: “Ora mi perdo in mezzo a tutte quelle calle. Via che prendo una mappa di Venezia per orientarmi meglio”. Ebbene, se uno va a Venezia l’unica cosa che non deve fare, in verità, è proprio prendere una mappa di Venezia. A che vi serve? Mica lì ci sono le strade, santa pace! Piuttosto conviene comprarsi un motoscafo ma una mappa no, ‘che tanto non vi porterebbe in nessun angolo pittoresco che non possiate raggiungere coi vostri piedi. Una cosa da sapere quindi è che per orientarsi in questa città è bene perdersi e lasciarsi trascinare dal flusso delle calle. Come l’acqua che scorre per i canali, bisogna lasciarsi trascinare e seguire la corrente.

IL CIBO A VENEZIA È UNA COSA SERIA (E LO TROVI PURE SENZA MAPPA)

Oppure, opzione consigliata a quelli che sin dal 1986 sognano di perdersi in un labirinto, seguire scrupolosamente le indicazioni piantate lassù, sui muri delle case, in bella vista anche a quegli stolti che stanno con la faccia affondata nello schermo dello smartphone pure mentre sono in  vacanza a Venezia. Alternative ne avrete due: per di qua si và a Rialto, per di là si và a San Marco. Tutto quel che ci sta in mezzo è mistero e sta a voi scoprirlo! Così, solo così, a Venezia si ci muove senza mappa e finisce pure che uno, dopo giorni di girotondi per la città, riesce a uscirne asciutto, illeso e con la pancia piena di pescetti e zuppe di legumi che – e chi lo sapeva – sono un cibo tipico veneto.

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Io vi consiglio comunque i pescetti tipo le sarde con l’uvetta passa e la polenta, una roba poco saziante giacché ne servono porzioni anoressiche, ma assai gustosa. Le mangiate nei migliori bacari de Venessia, quelli che vi fanno un prezzo uder 10 euro, il che spaventa assai ma fidatevi che il pesce sa di pesce, non come quello crudo del giapponese sotto casa, ma come quello del pescivendolo che il sabato mattina passa da sotto casa dei miei con il cofano della Ritmo strabordante di totani e orate. Quello, tra puzza e mosconi, è Pesce.

Il cibo che però riesce meglio ai veneti di Venezia è il fritto. Io pensavo che mia nonna fosse la detentrice unica e sola del podio del Fritto Bello e invece no, i venziani la battono a pieni voti perché ‘sti qua friggono tutto ma veramente TUTTO. Addirittura friggono i cannelloni ripieni di sugo al gusto di sofficino al pomodoro, ‘che insomma non è che sia una cosa facile da digerire ma poi fritto… fegato mio, salvati se puoi! I bacari, queste strane stamberghe tanto famose ma così difficili a trovarsi nel nugolo di negozietti di souvenir indiani e cinesi, stanno nascosti tra le calle, più verso le Fondamenta Nòve che in centro città. Qui state ben certi che la mappa di Venezia la potrete usare per pulirvi le mani dal fritto, ma di sicuro non per orientarvi talmente tanto sono simili tra loro i caseggiati. Sembra di stare un po’ a Londra per via del rosso dei mattoni, un po’ a Genova, coi panni stesi al sole. Voi, comunque, seguite i canali o tutt’al più aggregatevi ai gruppi di turisti: loro sì che sanno dove stanno andando  e la guida con tanto d’ombrellino in mano vi racconterà pure qualche aneddoto curioso lungo la via, e gratis.

VENEZIA PER I CUORI GOTICI: MAPPA DELLE ISOLE OBSCURE

Sempre gratis (o quasi), sappaite anche che a parte San Marco, che per carità è bella assai, fuori dalla mappa ci son posti come il cimitero di Venezia e l’isola di Torcello. Il Cimitero (o Isola di San Michele), sta tutto lì, su un’isola antica di due secoli voluta da Napoleone e in cui i gabbiani non sono ben accetti. Loro però, imperterriti, sfidano il sistema di dissuasione acustica dei volatili installato ai quattr’angoli delle mura e cagano bellamente sulle tombe di Igor Stravinsky e moglie. Quel che per dovere civile mi sento di dirvi però è che no, quello che sulla mappa di Torcello – ben 10 metri quadrati di isola 40 minuti di traghetto più in là, infondo alla laguna – viene indicato come il trono di Attila in realtà è un altolocato ristorante nel mezzo del verde di Torcello, ragion per cui se andre fin lì apposta scordatevi di trovare i resti di un impavido re medievale e della sua seggiola. Piuttosto troverete uno spaccato di Irlanda in mezzo alla laguna italiana o un mini set à la The Blair Wich Project.

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venezia e isola dei gatti

Torcello è un’isola incantata e forse anche un po’ indemoniata, tant’è che oltre ad esserci un solo ponticello detto Il Ponte del Diavolo, l’isola ospita una non indifferente colonia felina. Gatti, signori miei. Gli abitanti di Torcello sono amabili gatti grassi e tronfi di sonno a cui i 5 isolani superstiti hanno pure costruito casette ripiene di sedute in velluto morbido. Ebbene ora so dove trascorrerò gli anni della pensione, se mai ci arriverò.

Ah! Dimenticavo! Non pensate mica di usare le toilette pubbliche a Venezia. ‘Nsia mai! Piuttosto, da bravi turisti, lasciate la bottiglietta d’acqua a casa, che è meglio!

virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.