suicide-virgins-kirsten-dust

Jeffrey Eugenides o dei 3 libri che dovreste leggere subito

Avete presente quel post carino di qualche giorno fa dedicato ai libri sotto l’ombrellone? Ecco, se no, andate a leggervelo qui, se sì, sapevatelo: non mantengo mai fede alle promesse fatte a me stessa in fatto di libri!

A me capita spesso, troppo spesso, un fenomeno bizzarro di cui sono protagonista, meglio noto come il fenomeno “libreria della stazione”. Ovvero? Quando arrivo in una stazione con largo, larghissimo anticipo rispetto alla partenza prevista (solitamente un paio d’ore, macheccevoletefà?), quando arrivo in stazione, dicevo, non posso farmi mancare una puntatina nella libreria di turno. Se poi è Feltrinelli la libreria di turno, organizzo un arrivo d’anticipo che sfiora anche le 3 o 4 ore eh, che vi pare? Se invece la stazione è quella di Pizzo Calabro mi accontento del bar della stazione, dove al più compro un fumetto o La Settimana Enigmistica (viva i crittocruciverba!). Ma sempre quella è la sindrome eh!

Vabbé, una paio di settimane fa ho preso un treno per andare a Milano Malpensa e a Garibaldi Stazione c’è la Feltrinelli. Jack, che è pure più bibliofilo di me, ovviamente mi propone di entrarci. Risultato: 2 a 2. In realtà 3 a 1 per Jack, perché uno dei miei due acquisti, Il profumo di Patrick Süskind, l’ho regalato a lui 🙂

L’altro mio acquisto è stato La trama del matrimonio di Jeffrey Eugenides. E come potevo farmelo mancare scusate?

La trama del matrimonio - Jeffrey Eugenides

Punto primo, stava nella mia whishlist di Anobii da che è uscito nella versione costosissima. Poi è passato all’economica degli Oscar Mondadori e ancora non mi ero decisa a comprarlo, che stolta! La mia biblioteca domestica piangeva e piangeva, di notte non si dormiva più e insomma, ho DOVUTO, nonostante una serie di contro legati alla casa editrice…

Punto secondo, ho letto Middlesex (premio Pulitzer nel 2013 oh, mica pepi!?), ho letto Il giardino delle vergini suicide e vuoi che mi faccia mancare la terza opera di Jeffreyino? No, no, no certo che no!

Ed eccolo lì, nella mia borsa, sul mio comodino, tra le mie mani in metropolitana. Bello, mi piace, mi piace come sempre la prosa umida e pittoresca di questo autore! Madeleine mi sta sulle scatole e nessuna sarà mai come Calliope o Lux. Certo, di Lux sono più innamorata perché Sofia Coppola come me ama molto Kirsten Dust. E io tutte e due. E poi c’è un pezzetto di Parigi, una città definita decadente con eleganza e soprattutto c’è un pezzetto di me tra le citazioni di un Roland Barthes, il decostruzionismo e Della Grammatologia di un Derrida nel fior fiore della carriera accademica (e prima del suicidio)! Altro che figli dei fiori, questi sono gli anni Ottanta, questa è la New Wave!!!

Quello che vide gli piacque. Da lassù la vista spaziava sui tetti e i balconi grigio tortora, ognuno contenente lo stesso vaso di fiori incrinato e lo stesso felino dormiente. Sembrava che l’intera città avesse deciso di attenersi al medesimo gusto dimesso. Ogni abitante faceva la sua parte per adeguarsi, cosa non facile, visto che gli standard francesi non erano definiti come l’ideale americano di pratini verdi e curati, e tendevano piuttosto a un’incuria pittoresca. Ci voleva coraggio per lasciare che le cose andassero in rovina con tanta bellezza.

E poi leggete quanto è intelligente questo tizio al di là dei suoi romanzi, un tizio che tra l’altro ha deciso di vivere nell’ombra (altro che i tour di presentazione dei propri libri di certi omuncoli italiani…). Ecco cosa ha detto della bancarotta di Detroit, la sua città, sulle pagine del Corriere.

Tre libri, tre successi. Qui lo dico e qui lo ridico: quest’uomo rientra tra gli autori del mio cuor!

Salva

virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.