ghostwriter

La scrittrice fantasma

Ogni volta che mia madre e tutta la sagrada familia mi domanda: “Ma tu, che mestiere fai?” io incontro serie, serissime difficoltà nel trovare la risposta che sia:

a) più semplice

b) più veritiera

c) più comprensibile

Far convivere queste tre caratteristiche in una unica brevissima frase o parola che descriva il mio mestiere (uno dei tanti), è cosa assai difficile e il più delle volte mi sento come Chandler Bing, il mio personaggio preferito nella sit-com americana Friends (non poteva essere altrimenti!). Cioè come? Derisa e anche un po’ mal vista, perché a non saper dire che mestiere faccio si finisce per essere ritenuti una scansa fatiche!

Che lavoro fa Chandler? Booooh!
Che lavoro fa Chandler? Booooh!

Ultimamente, tra l’altro, mi diletto in un nuovo mestiere (sono alle prime armi ma mi piace proprio và!). Faccio la ghostwriter.

Voi sapete mica che lavoro è questo?

Beh, partiamo dal nome, che chiaramente ha subito destato tutta la mia attenzione in qualità di ex darkettona ed indagatrice dell’incubo.

Il/la ghostwriter è per l’appunto una delle nuove millemila figure lavorative inventate nell’area marketing e comunicazione (ne avevo già sproloquiato qui, se ricordate!). Il/la ghostwriter fondamentalmente scrivi libri che saranno pubblicati a nome di qualcun altro.

Esempi?

Il papa, Silvio Berlusconi, Emilio Fede, Paolo Giordano (quello de La solitudine dei numeri primi, il cui ghost io sospetto sia Alessandro Baricco, ma qui lo dico e qui lo nego eh!), Adhil Kamualutszisky (?) e bla bla bla.

L’ultimo immagino nessuno di voi sappia chi è. Beh, nemmeno io, perché non esiste! Si tratta di un bel fake letterario come molti ne esistono in giro. Ecco, io scrivo (scriverò), libri per personaggi inesistenti, libri sciocchi per gente sciocca (mi è stato commissionato questo).

Il mio dilemma però sorge proprio in questa fase: ho la possibilità di scrivere anche se sotto mentite spoglie, ma ho pur sempre la possibilità di scrivere e farmi pubblicare senza pagare. Ed ho anche la possibilità di farmi leggere da un vasto pubblico (“La mamma degli stolti è sempre incinta”, dice la saggezza popolare). Perché mai quindi dovrei scrivere un libro demente?

Io la ghostwriter inizio a farla così (sottotitolo: 10 consigli per essere un ghostwriter doc):

  • Inventa/crea il tuo autore (reale o immaginario) e impersonalo. C’è un attore in tutti noi.
  • Scrivi di fatti o cose che conosci bene (per esperienza o per sentito dire).
  • Inventa ma non farti sgamare (esempio: se citi una statistica inesistente occhio a citare i dati numerici!).
  • Scrivi al tuo lettore e se la commissione non lo richiede, fallo lo stesso perché il lettore vuole essere coinvolto.
  • Hai il potere di entrare nella vita del tuo lettore, non deluderlo.
  • Scrivi in maniera semplice ma non lapidaria. Per intendersi: la poesia futurista non va bene, le cantiche della Divina Commedia nemmeno. Trova la via mediana.
  • Sii originale e coinvolgente: è vero che sei un fantasma ma per quanto il libro figurerà a nome di qualcun altro (troppo importante, ignorante o impegnato per poter scrivere da solo 50 pagine senza le quali il mondo certo non finirà!), ricorda che tale libro dovrà essere venduto!
  • Documentati: se la commissione lo richiede, studia molto e bene prima di iniziare a scrivere.
  • Definisci tempi e consegne: rapidità e precisione sono le caratteristiche del ghostwriter che si rispetti. Consegna 100 cartelle in 1 settimana e il correttore di bozze lo adora.
  • Mantieni il segreto. Giurin giurello non dovrai mai dire chi è il tuo editore né quali libri hai scritto (l’etica sopra ogni cosa in questo mestiere!).

Vi lascio con un articolo illuminante pubblicato da una casa editrice che amo, la Terre di Mezzo, da cui ho gentilmente fregato il titolo di questo post: La scrittrice fantasma.

Io invece vado a recuperarmi il film L’uomo nell’ombra di  Roman Polański in cui Ewan McGregor interpreta… parapapaaa! Un ghostwriter londinese 😉

Ewan McGregor in The ghostwriter
Ewan McGregor in The ghostwriter

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virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.