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Perché Milano non è Casa mia

Parti. Vai all’estero. L’estero è ovunque, purché non sia l’Italia. Parti, vai all’estero e poi torni. Purtroppo, torni.

Chiamatela sindrome post Erasmus, ad alcuni dura tutta una vita, chiamatela come vi pare ma a tornare in Italia io mi sento sempre un po’ male. Questa volta poi, peggio del solito, se ad attenderti e ad accoglierti è una città come Milano. Ecco, all’inizio credevo mi sarei abituata alla cosa (cosa? Ora ve lo spiego!). Credevo mi sarei abiutata riuscendo a trovare angoli di casa e paradiso anche qui ma… Niente! Non c’è verso. Milano-resto del mondo? Partita persa, il mondo vince!

I pro di vivere a Milano

  • Aeroporto internazionale, ferrovie internazionali e destinazioni multiple: posso fuggire quando mi va!
  • Negozi etnici: cibo cinese e arabo fai da te. E pure miriadi di giapponesi: pancia mia fatti capanna!
  • Il Libraccio: tonnellate di libri a pochi euri, miei!
  • I Navigli. Ok, di domenica, coi mercatini, non sono mica male. Pittoreschi.
  • Gelato: al gorgonzola, al basilico, alle pesche e vino. Vabbé, li fanno pure a Tropea, ma io l’ho assaggiato qui per la prima volta. Premio!

I contro di vivere a Milano

  • Smog. Ogni giorno tolgo dal davanzale una pellicola nera. Cosa sarà??? Fortuna che ho smesso di fumare.
  • Inquinamento acustico: vivere su un vialone con tram, bus e automobili continuamente in circolo distrugge i timpani e l’equilibrio psichico della gente. Ma davvero non possono fare a meno di suonare i clacsons?
  • Maleducazione. Abituata com’ero ai “Merci, pardon et je vous en prie” di Parigi ora non tollero la maleducazione, specie quella gratuita. Qui s’arrabbiano pure se li sfiori in metro alle ore otto del lunedì mattino (vedere il prossimo punto). Mica ci sarà calca?
  • La metropolitana: no aracondizionata (invenzione mai giunta nel capoluogo lombardo tanto qui c’hanno la neve, non so?). No finestrini aperti (non sia mai scomodarsi ad aprirlo). No frequenza dei treni. No educazione. No odori gradevoli. No autisti educati (mai sentito il conducente che dalla cabina rimprovera i passeggeri???). Evvai, buongiorno!
  • Sorrisi. Secondo me non ridono per paura che gli vengano le rughe. Oppure per solidarietà a Bossi dopo l’ictus.
  • Moda: esplorare Milano in tempo di saldi è davvero una impresa rischiosa. Dev’esserci uno strano gene localizzato in questa area dell’Italia per cui le donne perdono il lume della ragione di fronte alle vetrine di H&M. Made in Bangladesh. Chissà se hanno idea di cosa c’è dietro quei vestiti? (Sfruttamento minorile, per chi non volesse saperlo).
  • Ossessioni: devono essere cool, fashion, hypster, e effeminati a tutti i costi. Ma ti senti tanto figo con un tanga ficcato nel sedere e a camminare con i tacchi 20 cm sui sassolini?
  • Giapponesi: orde di donne orientali ossessionate dal culto dell’Occidente si sfidano a colpi di camicie Versace e borse Louis Vuitton. Poi tornano in Cina/Giappone e s’ammazzano. Vabbé. Dimmi cosa indossi e ti dirò da dove vieni, caso mai.
  • Sicurezza. Ovunque ho vissuto ho sempre gironzolato da sola anche a tarda notte e anche nelle zone in cui mi era stato sconsigliato di andare (Balon di Porta Palazzo? Fatto! 18esimo arrondissement di Parigi? Fatto!). Qui nemmeno sotto casa mi sento sicura. E per me è una cosa molto grave perché non sentirsi sicuri in una città significa non avere libertà!
  • Parolacce. A Torino la parola “minchia” fa parte delle più comuni conversazioni, qui il “figa” non glielo leva nessuno dalla bocca. Ah zio Freud, che ne pensi?
  • Vicini di casa. Super eroi della Marvel di sicuro. E chi l’ha mai visti???
  • Meridionali: ma ti senti figo a cantilenare mentre parli e ad addolcire le B e le P??? Gua’ che ti chiameranno terrone lo stesso eh!
  • Razzismo: mi sa che molti hanno riesumato dalle cantine quei cartelli “Non si affitta ai meridionali e ai cani”. E ci sta no? Con tutto ‘sto ritorno della moda vintage!

Ma devo continuare?

virginiamcfriend

Scrivo cose e fotografo gente per lavoro ma anche no. Vivo a Sud per scelta e mangio la cipolla cruda. Presto diventerò un'allevatrice di gatti neri, nel mentre leggo molti libri, racconto storie belle di Calabria e continuo a stupirmi della poesia delle cose.